Perugia, 20 nov. (Adnkronos/Ign) - "Amanda ha covato odio per Meredith ed era venuto il momento di vendicarsi di quella 'smorfiosa' che la rimproverava per le pulizie di casa e che stava sempre con le sue amiche inglesi". Lo ha detto il pubblico ministero, Giuliano Mignini, nella requisitoria nel processo davanti alla Corte d'Assise per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. "C'è stata - ha proseguito Mignini - una discussione per soldi o forse perché la studentessa inglese era contraria alla presenza di Rudy in casa". A quel punto secondo la ricostruzione "c'è stato - prosegue - il tentativo di coinvolgere Meredith in un pesante gioco sessuale". Da lì secondo il pm "è iniziato il calvario di Meredith". Per il pm, inoltre, Amanda Knox ha consapevolmente accusato un innocente". "Non ha mosso un dito - ha aggiunto - per discolparlo mentre languiva in carcere. Non fece nulla né lei né la madre che aveva raccolto le sue confidenze in carcere. Amanda ha accusato una persona di colore, come guarda caso è Rudy". Secondo il pm Rudy Guede è stato il 'convitato di pietra' nel processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. "Rudy Guede - ha affermato Mignini - anche se formalmente non c'è in questo processo, in qualche modo è stato sempre presente. Raffaele e Amanda non si sono limitati a proclamare la loro innocenza ma lo hanno accusato. Hanno voluto fare a Guede una sorta di processo parallelo ma senza che lui potesse difendersi. Ci sono state accuse incrociate tra gli imputati, con i difensori che hanno inasprito il confronto". L'effrazione simulata alla finestra della camera di una delle inquiline in via della Pergola è per il pm "il particolare chiave. Gli autori - ha detto Mignini - sono la Knox e Sollecito con l'obiettivo di allontanare i sospetti". Il pm ha rilevato, tra l'altro, che ''è ora di tirare le fila di questo lungo dibattimento, in una vicenda unica nel suo genere nel panorama giudiziario italiano e mondiale e che ha interessato tre continenti'' . "Un iter processuale lineare e sicuro. Non si possono però passare sotto silenzio - ha sottolineato Mignini - gli attacchi che hanno accompagnato questo processo e i continui tentativi di delegittimazione nei confronti degli agenti di polizia operanti, che invece hanno svolto con professionalità il loro compito e, talvolta, anche nei confronti della Corte. Attacchi fatti da soggetti italiani e di oltreoceano, avvocati estranei a ogni mandato, detective in cerca di notorietà, scrittori, giallisti e blogger che si sono dati il cambio per assicurare una sorta di processo parallelo, tutti accumunati da approssimazione e superficialità. Ma il processo si celebra solo in questa aula".