Rimini, 3 dic. - (Adnkronos/Ign) - "I connotati di indipendenza della magistratura dal potere esecutivo continuano a rappresentare la vera garanzia per la tenuta dell'ordinamento democratico". Lo ribadisce il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento al primo 'Salone della Giustizia' di Rimini. In particolare, Fini rileva che "la giustizia "va concepita non come potere, ma come servizio nel senso più elevato dell'espressione", un servizio al quale "si chiede, in primo luogo, di garantire l'effettività dei diritti e degli interessi dei cittadini". Per questo "recuperare efficienza, credibilità e fiducia nel sistema giudiziario italiano è una questione vitale per la democrazia, un vero e proprio imperativo categorico per tutte le istituzioni". In particolare, il presidente della Camera fa presente che, a chiedere efficienza e credibilità, sono "innanzitutto i cittadini che, da utenti, subiscono in prima persona l'intollerabile lentezza dei processi, che finiscono per coinvolgere negativamente anche le possibilità di sviluppo economico del nostro paese, come impietosamente evidenziano alcune prestigiose istituzioni internazionali". Ma a chiederlo sono anche, tiene a sottolineare Fini, "la stragrande maggioranza di magistrati, che, avendo grande passione per questo lavoro, sia alza ogni mattina per svolgerlo con zelo, onestà e devozione". Nel suo intervento, il numero uno di Montecitorio ricorda quindi le linee guida di una riforma che ha detto di augurarsi "si possa realizzare in tempi rapidi, perché solo così la politica potrà dimostrare di saper contrastare quel germe della 'sfiducia' che, ormai da troppo tempo, mina la credibilità delle stesse istituzioni giudiziarie". Tuttavia, le prossime riforme dovranno scaturire "da un ampio confronto parlamentare tra le forze politiche e tutti gli operatori del settore". E, sottolinea, "dovranno derivare anche da lucide e ponderate valutazioni delle patologie del sistema giudiziario". "Se riusciremo, se il Parlamento riuscirà a fare la riforma sarà un passo avanti verso il buon governo della cosa pubblica", assicura il presidente della Camera, osservando che "libertà e giustizia sono due valori che devono necessariamente essere tutelati, garantiti e diffusi, per far sì che la nostra Costituzione sia rispettata a partire dal suo carattere autenticamente democratico". E tra le priorità Fini individua "l'esigenza di procedere ad una attenta opera di individuazione di reati che è necessario depenalizzare". "E' auspicabile -chiarisce infatti - che la doverosa attuazione del principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale, posta a garanzia dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge non sia, come avviene adesso, praticamente affidata alla discrezionalità dei pubblici ministeri nella scelta quotidiana della miriade di reati da perseguire, bensì si concentri sulle fattispecie delittuose che destano maggiore allarme sociale e che è utile prevenire e contrastare trasformando, nel contempo, un'ampia serie di fattispecie minori in illeciti amministrativi". Nel corso della visita Fini ha visitato i numerosi stand dislocati negli spazi espositivi soffermandosi in quello della Presidenza della Camera, dove si è intrattenuto, scambiando qualche battuta con alcuni giovani presenti. A quanti gli domandavano di quale legge fosse più orgoglioso, ha risposto citando la Fini-Giovanardi per contrastare la droga perché, ha spiegato, la droga è un cancro che puo' distruggere non solo i giovani ma tutto il tessuto sociale. Il presidente della Camera si è anche soffermato qualche minuto davanti alla Croma bianca sulla quel viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie il giorno dell'attentato mafioso a Capaci, nel quale persero la vita insieme a tre uomini della scorta. La macchina, infatti, viene esposta qui a Rimini per la prima volta al pubblico. Per l'inaugurazione del Salone il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, Filippo Berselli, un messaggio in cui sottolinea come l'evento ''costituisce una originale e significativa occasione per un aperto confronto sui temi connessi all'esercizio della funzione giurisdizionale''.