Finanziaria, più Irap e Irpef per Regioni che sforano nella sanità. Bracco: ''La ricerca è una priorità''
Roma 3 dic. (Adnkronos) - Le Regioni che sforano il tetto per la sanità potranno incrementare l'Irap dello 0,15% e l'addizionale Irpef dello 0,3%. E' quanto si legge nell'emendamento che contiene il 'patto sulla salute', presentato dal governo in commissione bilancio alla Camera, dove sono in corso i lavori per la Finanziaria 2010. Nella proposta di modifica si legge che "l'accertato verificarsi del mancato raggiungimento degli obiettivi del piano, con conseguente determinazione di un disavanzo sanitario'', comporta l'incremento delle imposte "nelle misure fisse di 0,15% dell'aliquota Irap e di 0,3% dell'addizionale Irpef rispetto al livello delle aliquote vigenti".
''L'emendamento presentato dall'On. Marco Milanese nel corso della discussione sulla Finanziaria 2010 che propone di allocare altri 200 milioni di euro per il credito d'imposta e' un primo segnale di attenzione per le imprese che apprezziamo.Tuttavia non possiamo non evidenziare che siamo ancora molto lontani dalla cifra da noi stimata in oltre 700 milioni necessaria a coprire il finanziamento dei progetti di ricerca presentati dalle imprese". Lo ha detto Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e Innovazione in una nota. "Per questo crediamo sia indispensabile fare un ulteriore sforzo nel corso dell'iter parlamentare della Finanziaria. Va inoltre esclusa una revisione dei criteri di individuazione delle 'tipologie di interventi suscettibili di agevolazione', perche' rischierebbe di snaturare completamente lo strumento del credito d'imposta''.
''Il credito d'imposta in Ricerca e Sviluppo - aggiunge - e' un meccanismo semplice ed efficace che permette di promuovere non solo gli investimenti delle imprese, ma che accelera anche la collaborazione tra imprese e sistema pubblico di ricerca. Com'e' noto, e' stato modificato con il sistema del click day, che ha escluso 22mila progetti meritevoli su 29mila presentati: da qui, la protesta ferma e decisa delle imprese. Ricerca e innovazione devono essere la priorita' per tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Paese".
"Ricordo che ogni euro pubblico investito in R&I ne genera a sua volta altri due da parte delle imprese, e che il sostegno pubblico agli investimenti in R&I non e' un regalo alle aziende, ma un investimento per il futuro dell'Italia''.
