Niente decreto 'blocca processi'. Premier: ''Basta la sentenza della Consulta''
Roma, 13 gen. (Adnkronos/Ign) - Nessun decreto legge per sospendere i processi oggi all'esame del Consiglio dei ministri. E' sufficiente, ha spiegato Berlusconi, applicare la sentenza della Corte Costituzionale.
A dare la notizia questa mattina durante conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, secondo quanto si è appreso dal suo portavoce, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. "Non c'è nessun decreto, anche perché la sentenza della Corte Costituzionale è immediatamente applicativa. Ieri se n'era parlato, ma solo in modo informale", ha detto Vito.
Noi riteniamo, ha poi confermato in conferenza stampa il premier Silvio Berlusconi, che "la sentenza possa essere applicata direttamente senza bisogno di interpretazione". "Ho letto stamattina su alcuni giornali che serviva un 'blocca-processi'. Io dico invece che servirebbe un decreto blocca-calunnie...", ha scherzato il presidente del Consiglio. ''Dentro la riforma della giustizia a cui stiamo lavorando - ha proseguito - vorrei assicurare che riproporremo l'inappellabilità delle sentenze di primo grado. Riteniamo che dobbiamo ancora insistere affinché un cittadino, accusato di aver commesso un reato, e giudicato da un tribunale della Repubblica che lo ha dichiarato innocente non debba essere più richiamato in appello o in un processo di Cassazione". "E' assolutamente indispensabile farlo, perché abbiamo trovato un sistema della giustizia che è veramente il fanalino di coda rispetto a tutti i paesi democratici e civili. Altro che processo breve, dobbiamo chiamarlo processo lungo ma con tempi certi e più brevi'', ha aggiunto il Cavaliere. Il premier ha quindi denunciato, sul piano giudiziario, ''aggressioni parificabili se non peggiori a quella subita in piazza Duomo''.
Secondo Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, il governo alla fine non ha presentato il decreto ''perché le esigenze per far valere la costituzionalità del testo non erano sufficienti a garantire il premier. Ovviamente io penso male, ma ogni tanto ci si prende a pensar male".
Pausa di riflessione e di approfondimento, intanto, sull'emendamento al ddl sul cosiddetto processo breve, con il ritorno in commissione Giustizia del Senato, dove il provvedimento è già all'attenzione dell'aula.
Al termine della conferenza dei capigruppo Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, ha spiegato che il presidente del Senato Renato Schifani, sulla base del Regolamento, ha disposto il ritorno in commissione della parte interessata dall'emendamento. "Non si tratta di un rinvio. Già oggi alle 17 il provvedimento tornerà in Aula - ha spiegato Gasparri - e il voto finale arriverà martedì prossimo o, al massimo, mercoledì".
"Esprimo soddisfazione perché la conferenza dei capigruppo ha accolto la mia proposta di mediazione", ha detto Renato Schifani. ''Spero possa riportare un clima di serenità nel dibattito in cui le differenze tra le posizioni politiche avevano portato ieri ad atteggiamenti al limite dell'esasperazione".
"La sospensione del processo breve e il suo ritorno in commissione segnano il rispetto delle regole e costituiscono una bella vittoria delle opposizioni, e in particolare del gruppo del Pd, visto che ieri abbiamo combattuto tutto il giorno per questo. Certo, il provvedimento resta inaccettabile", ha commentato Anna Finocchiaro.
Mentre il presidente dei senatori dell'Idv Felice Belisario attacca: "Berlusconi continua a tenere in ostaggio il Parlamento con le sue leggi 'ad personam'. Al Senato, fino alla prossima settimana, si parlerà solo di processo breve, alla Camera si discute solo di legittimo impedimento e stanno per arrivare un nuovo Lodo Alfano costituzionale e chissà quale altro espediente per salvaguardare Berlusconi dai suoi guai giudiziari. Basta con i provvedimenti 'ad libertatem suam'''.
