Sì del Senato al processo breve. Bagarre in Aula, l'Idv tira fuori i cartelli: ''La giustizia è morta''
Roma, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - Il Senato ha approvato, con 163 sì, 130 no e 2 astenuti, il ddl sul processo breve. Il provvedimento, adesso, passa alla Camera.
Clima infuocato in Aula con Renato Schifani costretto ad intervenire. "Basta, adesso basta" ha detto il presidente del Senato con tono particolarmente perentorio redarguendo i senatori dell'Italia dei Valori che, al momento dell'approvazione, hanno inscenato una protesta nell'emiciclo. I senatori hanno esposto dei cartelli, tra questi alcuni con la scritta 'Berlusconi fatti processare', e 'La giustizia è morta'. Schifani ha anche ripreso il senatore Domenico Gramazio, che ha reagito scompostamente alla protesta dell'Idv. Davanti al Senato oggi è stato organizzato un presidio del 'popolo viola' contro la nuova legge.
"L'Idv annuncia un deciso no a questa sciagurata legge - ha sottolineato durante il suo intervento in aula il senatore dell'Italia dei Valori, Luigi Li Gotti - Senatori della maggioranza, rappresentanti del governo: corruttori e corrotti, malversatori, autori di violenza o minaccia a pubblici ufficiali, autori di turbative d'asta, calunniatori, favoreggiatori, istigatori, contraffattori e diffusori di sostanze nocive, falsificatori, sequestratori, omicidi, violentatori, intercettatori abusivi di conversazioni telefoniche, ladri, ladri di appartamento, truffatori, ricettatori, vi ringraziano". "Aiuterete i delinquenti, coloro che rendono insicuro il nostro Paese, coloro che hanno commesso torti a tante vittime - ha continuato Li Gotti - Voi volete la morte di 100.000 processi per salvare Silvio Berlusconi dai suoi processi e affrancarlo dalle sue responsabilità criminose. Voi stupirete l'Europa e il mondo e questa è la settima legge ad personam". "Ci disgusta - ha insistito - l'insensibilità alla morale, all'etica, alla giustizia. Avete smarrito l'idea del bene comune''.
Nel corso delle dichiarazioni di voto, anche Anna Finocchiaro ha tuonato contro la maggioranza. "La vostra priorità è innanzi tutto l'interesse privato - è stato il suo affondo - non avete avuto timori a devastare l'ordinamento, non avete senso di vergogna". Secondo la presidente del gruppo Pd, il provvedimento segnerà "la fine di migliaia di procedimenti penali, come i processi per le colpe mediche". E sulla maggioranza ha rincarato: "Da una parte dite di essere interessati al processo riformatore, dall'altra continuate ad avvelenare i pozzi e tentate di spacciare questa come riforma della giustizia''.
Al contrattacco Maurizio Gasparri che ha contestato con decisione il Pd: "La vostra ipocrisia è palese. Noi vorremmo un giorno in cui ogni cittadino, indipendentemente dal suo ruolo anche istituzionale, venga giudicato con imparzialità dalla magistratura italiana, come ritengo che ancora non accada in questo Paese". "Noi siamo pronti alla riforma costituzionale della giustizia che ci auguriamo condivisa, ma siete voi a dover fare uno sforzo di coerenza verso quei principi costituzionali che avete votato", ha rimarcato il presidente dei senatori del Pdl, che si è detto "orgoglioso di votare questa legge, è un voto per la giustizia".
Parole dure all'indirizzo del Partito democratico le ha avute anche il capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo. ''Ci aspettavamo ostilità da parte di molti settori della casta dei magistrati responsabile spesso del malfunzionamento della giustizia. Ciò che non ci aspettavamo - dice - è invece il cambio di linea delle opposizioni visto che questa legge ricalca diverse proposte già presentate dai responsabili giustizia del Pd''. ''Fino a pochi mesi fa il Pd era favorevole a questa riforma, poi quando si è accorto che interessava anche il presidente del Consiglio ha di colpo cambiato idea, rinnegando le sue proposte. Di questo il Pd si dovrebbe vergognare''.
