Roma, 25 gen. (Adnkronos) - Il grado di fiducia accordata dai cittadini alle Istituzioni registra un aumento importante passando dal 10,5% del 2009 al 39% del 2010, con uno scarto di ben 28,5 punti percentuali. E' questo il dato centrale di una delle sezioni del Rapporto Italia 2010 anticipata oggi dall'Eurispes, che presenterà l'intero Rapporto venerdì 29 gennaio. La rilevazione, realizzata grazie ad interviste dirette tramite questionario, ha riguardato 1.191 cittadini ed è stata conclusa a metà del mese in corso. La quota di cittadini che esprimono una diminuita fiducia nelle Istituzioni si attesta nel 2010 al 45,8% segnando rispetto all'anno precedente una flessione di dieci punti circa. L'andamento del consenso è difforme fra le varie istituzioni e protagonista principale di questa inversione di tendenza è la figura del Presidente della Repubblica. L'immagine e l'operato di Napolitano spostano in alto i consensi dei cittadini interpellati che sfiorano il 70%, mentre nel 2009 il dato si era attestato intorno al 62%. Nel contempo, cala il numero di coloro che esprimono sfiducia: dal 33,6% al 29,5% del 2010. Quanto alla ripartizione geografica, come per il 2009, si registra un aumento consistente della fiducia nel Sud (52,8%) e una ripresa del Settentrione con il 40,5% del Nord-Ovest. L'aumento minore di fiducia lo fanno invece registrare il Nord-Est (26%) e soprattutto le Isole (23,5%) dove, al contrario, è più alto il numero di chi dichiara diminuita la propria fiducia (54,4%). Ad accordare maggiore fiducia sono soprattutto coloro che dichiarano di avere un orientamento politico di centro-sinistra (43,6%), seguiti da quanti invece non si riconoscono in nessuno schieramento politico presente nel nostro Paese (42,2%). Se Napolitano raccoglie consensi (soprattutto tra gli over 65 con il 73,3% e tra i 45 e i 64 anni con il 73,7% ma le percentuali sono alte, oltre il 60%, tra i più giovani), è in lieve calo la fiducia nei confronti del Governo: i fiduciosi sono il 26,7% rispetto ai 27,7% del 2009. Il dato rappresenta comunque una costante degli ultimi anni (dal 2004 in poi), sia che si tratti di un governo di centro-destra sia di centro-sinistra. Il Parlamento invece raccoglie il 26,9% della fiducia discostandosi di poco, ma con segno positivo, dal 2009 (26,2%). Sale la fiducia nei confronti della magistratura. Se nel 2009 era al 44,4%, nel 2010 si è evidenziato un aumento di 3,4 punti che fa crescere la percentuale fino al 47,8%. Si tratta di un trend in positivo e graduale che ha riguardato in particolare gli ultimi cinque anni. Meno i fiduciosi del centro-destra (35,4%) e di destra (35,6%). Più quelli di centro (53%), di sinistra (58,1%) e di centro-sinistra (58,5%). Comunque solo il 36% dei cittadini condivide e approva l'attuale sistema ordinamentale che accomuna indistintamente i magistrati dell'accusa. Il 57,8% degli italiani vorrebbe, infatti, le carriere separate per pm e giudici. Poco credito invece verso i partiti. Il 45,5% dei cittadini ha affermato di non nutrire alcuna fiducia nei confronti dei partiti, il 42,24% poca fiducia, per un totale dell'88%. Tassi così alti di sfiducia vengono segnalati solo nei confronti dei sindacati (35,8%) e dalle altre confessioni religiose (35,9%). La mancanza di fiducia è uniforme in tutte le aree geografiche del Paese ed è molto bassa a prescindere dalla loro area politica di appartenenza. Degno di nota è che il 45,5% degli italiani ritiene che all'origine dello "scontro infinito" tra i due principali schieramenti politici in Italia vi siano l'inadeguatezza e l'impreparazione degli esponenti politici, il 24,8% la ritiene una vera e propria patologia in grado di provocare gravi danni alla democrazia stessa. Dall'indagine emerge poi che gli italiani considerano le Forze dell'ordine come sicuro punto di riferimento. Fiducia soprattutto nei confronti dell'Arma dei Carabinieri che passa dal 69,6% del 2009 al 75,3% nel 2010. La Polizia di Stato si attesta al 67,2% (+3,9). E la Guardia di Finanza al 66,9% dal 62,7% del 2009. In controtendenza invece il consenso verso la Polizia penitenziaria che cala di cinque punti percentuali. Quanto ad altre istituzioni di tipo sociale, a parte la scuola che continua a perdere fiducia, soprattutto tra le fasce giovanili, le associazioni di volontariato incrementano ancora il grado di consenso (+10,8%) con addirittura l'82,1% dei fiduciosi nel 2010. Segnali più che positivi anche per la Chiesa: il 47,3% degli italiani ha infatti affermato di riporvi abbastanza o molta fiducia. Mentre resta altissimo il tasso di sfiducia nei confronti della Pubblica amministrazione (73,8%), seppure con una percentuale in salita (+3,7%), segno degli effetti positivi di una maggiore trasparenza, una migliore organizzazione e di una diversa qualità dei rapporti con il cittadino.