Roma, 10 feb. (Adnkronos/Ign) - E' polemica sul regolamento sulla par condicio in Rai, approvato ieri sera dalla Vigilanza in vista delle regionali del 28 e 29 marzo, che blocca a ridosso del voto le trasmissioni di approfondimento politico. Le nuove regole potrebbero far saltare 'Annozero', 'Porta a Porta' e Ballarò' Il presidente della Rai Paolo Garimberti ha annunciato che domani il cda Rai discuterà dell'impatto sull'azienda del regolamento.''La Rai - precisa il presidente - è sempre tenuta al rispetto delle decisioni della Commissione Parlamentare di Vigilanza. Le novità in materia di comunicazione e informazione politica introdotte dal regolamento approvato ieri dalla Commissione presentano aspetti che richiedono un immediato approfondimento. Per questo motivo domani il Consiglio di Amministrazione discuterà del tema, di cui è già stato investito il direttore generale, per valutare l'impatto del regolamento sulla linea editoriale delle trasmissioni e più complessivamente sulla gestione aziendale a vari livelli'', conclude Garimberti. Da parte sua il radicale Marco Beltrandi, relatore della delibera, spiega: ''I confronti tra i candidati governatori e le liste, andranno in onda negli spazi dei talk show che dovranno scegliere se conformarsi alle rigide regole della par condicio, oppure sospendere le trasmissioni (per far spazio alle tribune), oppure occuparsi non di politica". "Avremo cioè per la prima volta - sottolinea - negli spazi più ambiti del palinsesto Rai una vera par condicio''. ''Suggerisco poi all'Usigrai - aggiunge -, prima di indire scioperi sulla base di informazioni del tutto sbagliate, evidentemente, di leggersi attentamente il testo". Critiche al testo arrivano però dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti per il quale ''pretendere di oscurare i talk show della Rai perché non si riesce a trovare un modo per regolamentarli in periodo di campagna elettorale è un atto grave verso il servizio pubblico e i suoi utenti". L'Ordine chiede quindi alla commissione parlamentare di Vigilanza di riesaminare la sua decisione ''offrendo così ai cittadini la possibilità di essere informati per capire e scegliere in ma niera consapevole". Sulla stessa linea il giornalista Bruno Vespa: ''L'esperienza di quindici anni - commenta - ci insegna che 'Porta a porta' ha sempre rispettato la par condicio ed è stata guardata al microscopio dentro e fuori le campagne elettorali . Ad altri - ha spiegato - è stato concesso il diritto di scorreria. Pur con questa premessa, che legittima alcune preoccupazioni politiche, trovo molto grave l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione". "Per quanto ci riguarda - precisa il conduttore di 'Porta a Porta' - ci atterremo naturalmente a quanto ci sarà trasmesso dall'azienda. Professionalmente mi auguro che ci vengano consentiti dei minimi spazi di autonomia professionale, requisito indispensabile per poter gestire le trasmissioni nelle prossime settimane''. Sul fronte politico, a bocciare il testo è il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "La decisione va rivista, perché tocca profili di libertà", osserva. "Non bisogna fare di ogni erba un fascio - premette -. La preoccupazione dei Radicali è storica, veder garantito l'accesso. Quella della maggioranza è di chi vuol ovattare la realtà e nascondere i problemi". "Non vedo incompatibilità - aggiunge - tra il mantenimento di trasmissioni di approfondimento giornalistico, affidate alla responsabilità del conduttore e all'osservazione della Vigilanza, e l'apertura nel palinsesto di finestre elettorali con tutte le forze in parità di accesso". Per il vicepresidente della Vigilanza Giorgio Merlo (Pd) "abolire gli spazi di approfondimento giornalistico sostituendoli con interminabili tribune politiche non significa un'innovazione ma, semmai, un pericoloso arretramento'' che ''rischia di condizionare pesantemente lo stesso esito del voto''. ''Il tutto - continua - accompagnato da un'informazione del servizio pubblico che spesso e volentieri continua ad essere a senso unico, quasi da confondersi con quella delle reti Mediaset", conclude Merlo. Duro, infine, il commento di Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, che chiede la ''soppressione'' della Commissione di Vigilanza Rai ''visto che inizia a fare anche dei veri e propri danni al tessuto democratico del Paese, imponendo regole allucinanti per i vari talk show televisivi e programmi di attualità, che, di fatto, saranno costretti ad interrompere le trasmissioni''.