Roma, 23 feb. (Adnkronos/Ign) - "Non ci sono le condizioni per rivedere il regolamento". E' stato il capogruppo del Pdl Alessio Butti a chiudere ogni possibilità di modificare il regolamento sulla par condicio nel corso della riunione della commissione di Vigilanza di questa sera. Il presidente Sergio Zavoli, in apertura di seduta, aveva subito chiesto "alla maggioranza se intende aprire spiragli per riprendere la discussione" e arrivare quindi ad una modifica. Ma Butti è stato netto: "il regolamento è stato votato, ampiamente discusso e le conseguenze sono state valutate -ha spiegato- Si tratta di uno strumento utile per dare il massimo dell'informazione all'opinione pubblica, non si chiude niente e c'è la prima applicazione reale della legge nel rispetto della sentenza della Corte". Il Pd, con il capogruppo Fabrizio Morri, ha protestato: "è stata scritta una brutta pagina che non finirà qui, è stato commesso un disastro, si è inteso mettere nel ridicolo la par condicio con un regolamento in palese violazione di una sentenza della Corte Costituzionale, sarà presto impugnato con tutte le conseguenze del caso". Gli va dietro il senatore del Pd Vincenzo Vita, componente della commissione: "Se il centrodestra vuole celebrare il funerale della par condicio, troverà una asperrima opposizione da parte nostra". Da parte sua, Zavoli non ha difficoltà ad individuare la responsabilità per la mancata modifica del regolamento. "Questa mediazione è fallita al di fuori della commissione", dice il presidente della commissione che aveva cercato di perseguire in questi giorni con un'opera di mediazione tra maggioranza e opposizione. "Perché da possibiliste le dichiarazioni su questo argomento sono diventate perentorie e negative, perché si girava intorno al problema mentre si mediava? Perché questa cosa ha avuto la sua gestione extra-moenia, per questo io non ho rimpianti", aggiunge Zavoli nel corso della commissione. "Io non voglio e non posso fare il processo ai rapporti che i miei colleghi hanno con i partiti, ma di fatto è mutato il tono e il clima, diventando qualcosa rispetto al quale non era più possibile pensare che si potesse trovare una soluzione". Infine, Zavoli, ha chiarito di non aver mai coinvolto il presidente della Repubblica in questa vicenda: "Si è anche detto che io avrei tirato per la giacca il presidente Napolitano per tenere in piedi la mediazione: non mi sono mai sognato di portare la mediazione nei palazzi dove si esercita la garanzia per tutti".