Emergenza rifiuti in Campania, la Corte Europea condanna l'Italia
Roma, 4 mar. (Adnkronos) - La Corte di giustizia Ue condanna l'Italia per la gestione dei rifiuti in Campania. In particolare, nella sentenza, la Corte evidenzia che l'Italia "non ha adottato tutte le misure necessarie allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania" e che tale situazione "ha messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente"
In Campania, "i quantitativi ingenti di rifiuti ammassati nelle strade, nonostante l'assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, dimostrano un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare". L'Italia "ha peraltro ammesso che, alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato, gli impianti esistenti e in funzione nella regione erano ben lontani dal soddisfare le sue esigenze reali".
Secondo Bruxelles, poi, "né l'opposizione della popolazione, né gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attività criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti".
L'Italia, ricorda la Corte, "ha affermato che la gestione dei rifiuti nella regione Campania non ha avuto conseguenze pregiudizievoli per l'ambiente e per la salute umana". Ma Bruxelles rammenta anche che "se è vero che la direttiva fissa obiettivi di protezione dell'ambiente e di tutela della salute umana, essa non specifica il contenuto concreto delle misure che devono essere adottate e lascia agli Stati membri un certo potere discrezionale. Per quanto riguarda quest'ultimo obiettivo, la Corte precisa tuttavia che esso ha una funzione preventiva nel senso che gli Stati membri non devono esporre la salute umana a pericolo nel corso di operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti".
L'Italia "non ha contestato la circostanza che, alla scadenza del termine fissato nel parere motivato, 55 000 tonnellate di rifiuti riempivano le strade, che vi erano fra le 110 000 e le 120 000 tonnellate di rifiuti in attesa di trattamento presso i siti comunali di stoccaggio e che le popolazioni esasperate avevano provocato incendi nei cumuli di spazzatura". In tali circostanze i rifiuti "hanno provocato inconvenienti da odori ed hanno danneggiato il paesaggio, rappresentando così un pericolo per l'ambiente. D'altra parte, l'Italia stessa ha ammesso la pericolosità della situazione per la salute umana, esposta ad un rischio certo".
