Roma, 31 mar. (Adnkronos/Ign) - Proprio nel giorno in cui dall'ospedale Sant'Anna di Torino arriva l'ordine 'numero 1' per la pillola abortiva Ru486, il neo presidente del Piemonte, Roberto Cota, avverte: la pillola va somministrata in ospedale e le confezioni già arrivate in Piemonte potrebbero restare al momento nei magazzini. "Io la penso in modo diverso dalla Bresso, sono per la difesa della vita" ha detto il neopresidente leghista della Regione intervenendo ai microfoni di "Mattino Cinque" durante la rubrica "La telefonata" di Maurizio Belpietro. Una 'chiusura' condivisa dal vice presidente dei deputati del Pdl Enrico La Loggia. ''Apprezzo molto la posizione di Cota riguardo la pillola Ru486 a tutela della vita e contro le speculazioni che sino ad ora si sono fatte su questa materia''. In sostegno di Cota interviene il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella secondo cui le Regioni potrebbero rallentare l'arrivo nel prontuario regionale della pillola abortiva. E immediato scoppia lo scontro politico. Per Livia Turco, capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali di Montecitorio, il sottosegretario "dovrebbe occuparsi di prevenzione dell'aborto, di politiche per l'infanzia, di potenziamento dei consultori e di lotta alla poverta' ma passa il suo tempo ad accanirsi contro la Ru486. Questo e' pazzesco: se cosi' tanto turba la sua coscienza l'introduzione in Italia della pillola abortiva farebbe bene a dimettersi dal ruolo che le e' stato affidato". Replica il sottosegretario, secondo cui "anche la coscienza di Livia Turco dovrebbe essere turbata dalla possibilita' che l'introduzione della Ru486 possa portare all'aborto a domicilio nel caso in cui qualcuno non volesse rispettare il parere scientifico del Consiglio Superiore di Sanita', che ritiene necessario il ricovero ordinario per l'aborto farmacologico". "Come ho gia' detto, rispondendo a domande tecniche, e' l'Aifa a determinare il prontuario nazionale dei farmaci, cosi' come e' il Consiglio Superiore di Sanita' il riferimento scientifico piu' autorevole in ambito sanitario. L'autonomia delle regioni dovrebbe tenere conto di entrambi questi riferimenti. Per arrivare comunque ad un'applicazione omogenea della legge 194 e delle indicazioni del Css - conclude - al ministero si insediera'" una commissione apposita, con il compito di "predisporre linee guida per l'uso della pillola abortiva e per il relativo monitoraggio". La prima richiesta a livello nazionale per la Ru486 è arrivata oggi dall'ospedale Sant'Anna di Torino, come ha riferito Marco Durini, ginecologo e direttore medico della Nordic Pharma, distributore esclusivo per l'Italia del farmaco. Proprio in relazione alla 'pillola della discordia', l'ospedale Sant'Anna di Torino era gia' salito in passato alla ribalta delle cronache. E' stato infatti il primo ospedale italiano a sperimentare il farmaco. Sperimentazione finita subito al centro delle polemiche. Nel settembre del 2005 l'allora ministro della Salute Francesco Storace invio' infatti gli ispettori, per poi sospendere e imporre il ricovero alle donne che intendevano interrompere la gravidanza avvalendosi della Ru486.