Roma, 10 apr. (Adnkronos) - Bankitalia ha solo alzato il coperchio: lo stop all'emissione di carte di credito di primarie istituzioni finanziarie evidenzia i limiti e la fragilità di un sistema, quello del credito personale, che impone immediati correttivi. E, in questo senso, Via Nazionale ha intensificando la sua azione negli ultimi mesi. Due i fattori più critici, le carte revolving e i prestiti facili, soprattutto online. Le carte revolving, quelle che consentono di rimborsare a rate il saldo di fine mese, spiega il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, innescano un "meccanismo perverso", che può portare dritto al fallimento personale: "pensi di avere dei soldi, ti indebiti e poi ti avviti su te stesso". Possono essere "una trappola", soprattutto per i consumatori in difficoltà, considerato anche che gli interessi "sono micidiali, a volte anche del 20%". Poi, ci sono le Finanziarie senza scrupoli. "Evitare nella maniera più assoluta le finanziarie da tergicristallo, quelle che lasciano volantini sulle auto e pubblicizzano offerte insensate su internet". Anche perché "il rischio è che possano nascondere attività illecite, incluso il riciclaggio di denaro sporco", è l'appello di Trefiletti. Su internet, bastano una busta paga, un po' di incoscienza, e il 'fallimento' personale è servito. Come avviene nel caso, documentato, denunciato all'ADNKRONOS. Con una sola busta paga da 1.600 euro nette, inoltrate nel giro di poche settimane richieste a tre finanziarie, e dichiarata l'esistenza degli altri finanziamenti, è stata ottenuta l'autorizzazione a tre prestiti per una vacanza, l'acquisto di un'auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 5.000 euro in 48 rate da 125,10 euro, 25.000 euro in 84 rate da 401,60 euro, 30.000 euro in 84 rate da 482 euro. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 1008,70 euro e 20.227,20 euro di interessi. Anche se gli slogan sono spesso equivoci, 'poche domande tante risposte', 'prestito alla velocità della luce', 'soddisfatti senza alcuna garanzia', nulla di illegale e nessun sospetto di truffa. Almeno per le finanziarie prese in esame che sono tutte iscritte all'Ufficio Italiano Cambi e associate all'Assofin, l'associazione di categoria. Per ottenere un prestito basta avere una busta paga, ma sono previste anche formule per chi non può dimostrare il proprio reddito, per sottoscrivere diversi finanziamenti e ritrovarsi, nel giro di pochi mesi, con un sovraccarico di rate. Un'ipotesi, peraltro, che le stesse finanziarie tendono a minimizzare. Massima libertà per il cliente: può saltare una rata, modificarne l'importo, variare la durata del prestito, ma anche estinguere anticipatamente senza pagare alcuna penale. Condizioni tanto invitanti quanto pericolose. Ovviamente, è tutto più semplice se per una bolletta non pagata non si è finiti nel database di qualche centrale rischi. In questo caso, però, spendendo qualcosa in più e ampliando leggermente la ricerca si può ripiegare sull'offerta più spregiudicata, quella che garantisce assistenza anche ai cattivi pagatori, con tanto di portale internet dedicato ai Prestiti per i protestati. Il problema principale è che diverse finanziarie consentono il finanziamento anche a chi ne ha uno già in essere. Così, lasciandosi un po' prendere la mano, si può partire da un elettrodomestico, passare a una vacanza esotica e finire con il perdere la testa per una macchina nuova. Da qui all'insolvenza, poi, il passo può essere breve. Anche perché non è poi così semplice come sembra valutare correttamente il tasso di interesse effettivo del finanziamento: l'utente si deve confrontare con il TAN, il tasso annuale, e il TAEG, il tasso annuo effettivo globale. Sono due indicatori fondamentali, ma spesso per tanti restano due sigle poco comprensibili. Il TAN e il TAEG quantificano il tasso di interesse di un prestito personale. Ma il primo, più pubblicizzato, è molto meno importante del secondo, spesso relegato in fondo alle comunicazioni d'offerta. - TAN: sta per "tasso annuale". E' quel tasso di interesse espresso in percentuale sul credito concesso al cliente. Normalmente, per valutare bene la convenienza di un finanziamento, non basta conoscere solamente la misura del tasso annuale applicato dal creditore. Tutte le offerte che vengono presentate, tutti i tassi che vengono scritti, tuttavia, riportano sempre e comunque il TAN. - TAEG: sta per "tasso annuo effettivo globale". E' il tasso che misura tutta una serie di oneri, che di solito sono presenti, tipo le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate. Il calcolo del TAEG, ora Indice Sintetico di Costo (ISC), non è molto facile, anche se si tratta di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente, con la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza. La presenza di questi oneri può far cambiare, di molto, il tasso dell'operazione, ovvero quello che, in concreto, ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento. La legge stabilisce che, a garanzia del consumatore, gli annunci pubblicitari e le offerte effettuati con qualsiasi mezzo, devono indicare anche il TAEG ed il relativo periodo di validità delle promozioni stesse. Ma questo tasso in genere viene scritto, in piccolo, in basso alla comunicazione in caratteri spesso microscopici.