Carceri, cambia il ddl: via la messa in prova e per i domiciliari decide il magistrato
Roma, 11 mag. (Adnkronos/Ign) - Cambia il disegno di legge per l'esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno, che aveva suscitato polemiche all'interno della maggioranza.
La commissione Giustizia della Camera ha deciso di stralciare la norma sulla messa in prova presso i servizi sociali. E il governo ha presentato un emendamento che non rende automatica la concessione dei domiciliari. In base al testo predisposto dall'esecutivo, infatti, prima di concedere la possibilità di scontare fuori dal carcere la pena di un anno, occorrerà verificare l'idoneità del domicilio prescelto e sarà necessaria, per coloro che sono già detenuti, una relazione della direzione dell'istituto penitenziario trasmessa al magistrato di sorveglianza sulla condotta tenuta dall'interessato durante la detenzione. Il magistrato deciderà quindi se concedere o meno la possibilità di uscire dal carcere.
Il governo ha poi presentato altri due emendamenti: il primo inserisce tra le circostanze aggravanti l'aver commesso un delitto durante il periodo di detenzione alternativa; il secondo adegua il corpo della Polizia penitenziaria per affrontare l'emergenza carceri.
"Va tutto bene - ha commentato il Guardasigilli Angelino Alfano - alla Camera si sta trovando un ottimo punto di intesa per andare avanti che è assolutamente confacente agli scopi della coalizione e credo che in commissione si potrà andare oltre rispetto alla stessa coalizione di governo".
Soddisfazione dal Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che, in una nota, ricorda che "auspica da tempo - per il bene del Paese - una urgente svolta bipartisan di Governo e Parlamento per una nuova politica della pena, quanto più condivisa".
