Roma, 15 mag. (Adnkronos/Ign) - Quando i multati non hanno scampo. Ci sono multe, di fronte alle quali, dice la Cassazione, non c'è che da rassegnarsi. Anche se il vigile non ha fatto la contestazione immediata vanno pagate e basta. Se si parla al cellulare, ad esempio, non c'è bisogno che l'agente fermi il traffico per procedere alla contestazione lì per lì. In proposito, infatti, la Suprema Corte spiega che "la prova del possibile errore di percezione da parte dell'agente non può essere fondata su una valutazione presuntiva in ordine alla distanza" del vigile. Stesso discorso vale per chi viene sorpreso alla guida di un motociclo senza casco protettivo. A nulla può servire difendersi dicendo che il vigile può avere visto male. "E' infatti ben possibile - spiegano gli 'ermellini' nella sentenza 11656 della Seconda sezione civile - che agenti verbalizzanti impegnati nelle formalità di altra contestazione riescano a individuare un motociclista senza casco ed annotare la targa del veicolo senza riuscire a intercettarlo tempestivamente per contestargli l'infrazione nell'immediatezza del fatto". Nessuno scampo nemmeno se la multa viene inflitta senza contestazione immediata dall'autovelox. Anche se il tratto di strada non è ricompreso tra quelli individuati da un'ordinanza del Prefetto e la violazione non è contestata immediatamente, spiega la Cassazione, è valido il verbale di accertamento di un'infrazione rilevata mediante autovelox se l'apparecchiatura in uso consente la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti. Può anche capitare che il vigile, a furia di multare, finisca i fogli del verbale o li dimentichi altrove. L'automobilista colto in flagrante ha poco da gioire. Basta la voce del vigile per convalidare la multa. "La contestazione - non lascia margini la Cassazione - deve ritenersi immediatamente avvenuta, anche se la consegna del verbale (per validi motivi) non segua nello stesso contesto di tempo, allorquando il contravventore sia stato fermato ed il pubblico ufficiale gli abbia indicato la violazione commessa e lo abbia posto in grado di formulare le proprie osservazioni". Ma una multa senza verbale non lede il diritto di difesa? Ha provato ad obiettare qualcuno. Nessuna violazione o limitazione al diritto di difesa da parte dell'automobilista, hanno spiegato i supremi giudici, deriva "dalla mancata immediata redazione del verbale della già avvenuta contestazione". Il verbale può anche essere notificato all'interessato/a con l'espressa precisazione che gli agenti accertatori non avevano potuto redigere apposito verbale al momento della contestazione delle infrazioni "per mancanza di formulario a seguito". L'unica 'consolazione' che sembra rimanere all'automobilista è di poter rispondere, anche in malo modo, al vigile severo. L'insulto, però, avverte la Cassazione, è ammesso solo nel caso in cui "la multa sia stata fatta ad un automobilista che abbia contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza".