Intercettazioni, via libera a 'gravi indizi di reato'. Scontro in commissione al Senato
Roma, 18 mag. (Adnkronos/Ign) - In commissione Giustizia del Senato è passato nella notte, in una seduta conclusasi dopo le 3 del mattino, l'emendamento del governo che prevede che per intercettare debbano sussistere ''gravi indizi di reato''. E' il pm a chiedere l'autorizzazione ma è il tribunale del capoluogo di distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente a decidere sull'autorizzazione e lo fa in composizione collegiale.
Il presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli si è detto soddisfatto del ritmo di lavoro assunto dalla commissione. "In pochi - dice - credevano che saremmo riusciti a rispettare la tabella di marcia. Ma dopo i fuochi ostruzionistici iniziali, a mano a mano che si procedeva nell'esame degli emendamenti e che il tempo passava, abbiamo potuto procedere in modo rapido" giungendo a completare le votazioni su quasi due terzi degli emendamenti.
La seduta è stata convocata nel pomeriggio e poi, ancora, in notturna. "Se tanto mi dà tanto - conclude Berselli - potremmo anche concludere tutto entro stanotte" e comunque prima di giovedì, in modo da licenziare il testo per l'aula con la votazione del mandato al relatore.
Ma in commissione è scontro con l'opposizione. Le proposte del Pd si scontrano con ''il muro di gomma della maggioranza'' che va avanti ''a tappe forzate verso l'approvazione del ddl'' accusa Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, che punta il dito contro un testo che, secondo Finocchiaro, è ''grossolano, malfatto, pasticciato e che agisce sulla base di un pregiudizio''. L'opposizione, spiega, nel corso della discussione ha cercato di tirare fuori ''i problemi che questo testo porrà nella sua applicazione. Ma non c'è stato niente da fare''.
L'Idv annuncia battaglia. "Il ddl sulle intercettazioni è solo l'ennesimo imbroglio che il governo vuole imporre al Paese per difendersi dal malcostume che lo coinvolge - afferma il presidente dei senatori dell'Idv, Felice Belisario - una legge truffa contro cui l'Italia dei Valori farà opposizione durissima in Parlamento e nelle piazze''.
"La corruzione è dilagante, la criminalità organizzata è sempre un pericolo, il terrorismo una minaccia costante, ma il governo vuole tagliare le intercettazioni per impedire ai magistrati di fare fino in fondo il loro mestiere e alla stampa di informare i cittadini, anche sui politici coinvolti in fenomeni di corruzione o contiguità alla malavita. Gli italiani - rimarca Belisario - hanno il diritto di sapere se chi li governa ai vari livelli è un imbroglione, altrimenti ci sarà sempre chi continuerà a rubare e a mettere in mutande il Paese".
Ed è tornato a farsi sentire anche il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi sui rischi per le indagini di terrorismo e mafia, auspicando ''che il Parlamento introduca emendamenti alla legislazione che pone restrizioni all'uso delle telecamere nelle attività investigative''.
Il deputato del Pdl Anna Maria Bernini considera invece ''efficace la soluzione trovata da governo e maggioranza sul testo del ddl intercettazioni, per combinare legalità e accertamento della verità, diritto alla riservatezza e libertà di indagine e informazione''. ''L'obiettivo del provvedimento - sottolinea - è di promuovere verità, informazione e trasparenza nel rigoroso rispetto delle garanzie dello stato di diritto''.
Anche per Italo Bocchino del Pdl "il ddl sulle intercettazioni è una riforma necessaria in un contesto in cui ogni giorno assistiamo a processi pubblici a mezzo stampa, senza contraddittorio, senza diritto di replica e con la sentenza già scritta a caratteri cubitali ancor prima di accertare i fatti". "Il provvedimento - dice - è stato notevolmente migliorato al Senato e garantisce il giusto equilibrio tra le esigenze investigative delle procure e la tutela della privacy, colpendo gli abusi senza danneggiare l'uso di questo importante strumento".
