Adozioni, Cassazione dice no a scelte razziste: niente bimbi a chi sceglie l'etnia
Roma, 1 giu. - (Adnkronos) - I genitori che vogliono adottare bambini non possono fare scelte razziste in tema di adozione. Lo rileva la Cassazione (sentenza 13332 delle sezioni unite civili) accogliendo il ricorso della Procura della Cassazione.
In particolare, i supremi giudici presieduti dal primo presidente Vincenzo Carbone scrivono che "il decreto di idoneità all'adozione pronunciato dal Tibunale per i minorenni non può essere emesso sulla base di riferimenti alla etnia dei minori adottandi, né può contenere indicazioni relative a tale etnia".
In particolare, i supremi giudici scrivono che laddove "tali discriminazioni siano espresse dalla coppia di richiedenti, esse vanno apprezzate dal giudice di merito nel quadro della valutazione della idoneità degli stessi alla adozione internazionale". A sollecitare una pronuncia della Cassazione era stata l'associazione deputata alle adozioni internazionali, l'Ai.Bi, dopo che un Tribunale della Sicilia aveva accordato l'adozione ad una coppia di genitori nonostante si fossero rifiutati di adottare un bimbo di colore. D'ora in poi, dice la Cassazione, scelte razziste di questo tipo non dovranno più essere ammesse.
Nel dire no a scelte razziste in materia di adozione, la Cassazione ricorda che "il bisogno di genitorialità dal quale nasce l'iniziativa del rapporto adottivo deve coniugarsi con l'accettazione della identità e della diversità del minore nell'ottica del perseguimento dei diritti fondamentali di questo". Un presupposto che, a detta dei supremi giudici deve costituire "il criterio guida cui deve uniformarsi ogni percorso decisionale relativo ai minori, sia esso di competenza delle istituzioni pubbliche e private di assistenza sociale o dei giudici, delle autorità amministrative o degli organi legislativi".
Secondo la Cassazione non può trovare in alcun modo "spazio il recepimento di limiti alla disponibilità all'adozione da parte" dei genitori che intendono adottare un bambino "in ragione delle particolari caratteristiche somatiche o della provenienza etnica dell'adottando. Cio' -scrive il relatore Maria Rosaria Sangiorgio- in quanto la evidenziata esigenza di rispetto dei diritti fondamentali del minore impedisce che possa legittimarsi con un provvedimento della pubblica autorita' una tale selezione". Del resto, annotano ancora gli 'ermellini', il divieto "trova fondamento in una serie di disposizioni costituzionali internazionali e interne che formano un sistema compiuto di protezione di tali diritti".
