Bruxelles, 3 giu. - (Adnkronos/Ign) - Innalzare l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche, portandola a 65 anni anni, lo stesso livello previsto per i colleghi maschi, entro il 2012. E' quanto ha chiesto oggi la Commissione europea all'Italia inviando un nuovo sollecito a rispettare una sentenza della Corte europea di giustizia del 2008 che intimava di equiparare l'età pensionabile tra uomini e donne nella Pubblica amministrazione. L'Italia, sottolinea Bruxelles, ha già introdotto nuove disposizioni per adeguarsi alla sentenza della Corte a seguito di una procedura di infrazione avviata dalla Commissione, ma nella lettera complementare di costituzione in mora adottata oggi, l'esecutivo Ue sostiene che le disposizioni varate dal nostro Paese -che porterebbero gradualmente nell'arco di 8 anni ad una equiparazione dell'età pensionistica- "fanno persistere il trattamento discriminatorio". "La Corte di giustizia europea ha confermato a più riprese che le pensioni dei funzionari pubblici vanno considerate alla stregua di retribuzioni e di regimi professionali - rileva la Commissione Ue - Il 13 novembre 2008 la Corte ha statuito che il regime applicabile ai funzionari pubblici italiani gestito dall'Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica) è discriminatorio poiché applica alle donne e agli uomini età pensionabili diverse". Questo era anche il punto di vista della Commissione quando ha aperto nel 2005 la procedura di infrazione contro l'Italia.Nel giugno dello scorso anno, l'esecutivo Ue ha quindi inviato una lettera di costituzione in mora perché l'Italia non aveva adottato disposizioni giuridiche nuove che fossero in linea con la sentenza. Nella sua risposta a Bruxelles, il nostro Paese ha notificato il varo di nuove disposizioni che introducono gradualmente, fino al 2018, un'età pensionabile identica per tutti i dipendenti pubblici. Ma l'Esecutivo comunitario sostiene che le nuove norme non sono sufficienti. "Il cambiamento adottato dall'Italia non è conforme alla legislazione europea, il periodo di transizione di otto anni non è consentito", ha spiegato un portavoce della Commissione nel corso del briefing quotidiano. "L'Italia ha due mesi per rispondere" alla nuova richiesta dell'esecutivo Ue e "per comunicare cosa farà: se non cambierà la legislazione potremo chiedere alla Corte di condannarla". Quella arrivata oggi dall'Europa è una richiesta che spiazza il Governo italiano che pensava di aver risolto la questione e lunedì prossimo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, incontrerà a Lussemburgo il commissario Ue, Viviane Reding. ''Cercherò di negoziare al meglio per una soluzione che vorremmo definitiva'', ha detto Sacconi spiegando che quello che vuole capire l'esecutivo è "quanto potrà essere cogente la richiesta avanzata dalla Commissione Ue e quanto possa essere ravvicinato il rischio che questo si traduca in una procedura di infrazione". "Noi avevamo proposto una gradualità e pensavamo di averla ottenuta. Ora ci chiedono in sostanza di accorciare i tempi e di accelerarne l'entrata invigore. E' vero che non c'è un problema di assenza di reddito in attesa della pensione ma valuteremo al meglio cercando una soluzione che sia il piu possibile definitiva", conclude il ministro.