Roma, 28 lug. (Adnkronos/Ign) - L'80% degli atti violenti contro le donne sono frutto di relazioni sentimentali, molte delle quali ancora in corso al momento della denuncia. A queste si aggiungono le violenze subite da altri famigliari, soprattutto da padri, e poi da amici e conoscenti. Si riduce all'1% la percentuale di violenze compiute da sconosciuti. Sono i dati contenuti nel Rapporto 'Le voci segrete della violenza 2009', Ricerca sulla fenomenologia della violenza sommersa contro le donne italiane e straniere, elaborato dall'Osservatorio di Telefono Rosa e presentato oggi a Roma. Anche i dati del 2009, riferisce Telefono Rosa, confermano un aspetto già emerso negli anni passati ossia che gli autori delle violenze sono soprattutto persone in possesso di titoli di studio medio-alti e di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Rispetto al passato, in base al Rapporto, aumenta la percentuale di persecutori che vivono in situazioni di particolare difficoltà lavorativa e raggiunge il 12% la percentuale dei soggetti disoccupati. In base al Rapporto di Telefono Rosa, il 5% delle vittime inoltre subisce violenza da parte di uomini appartenenti alle forze dell'ordine. Nel 62% dei casi di violenza testimoniati dal campione, le vittime negano che gli autori facciano uso di alcolici o di droghe. Nell'ambito della violenza a straniere, tuttavia, sembra emergere una maggiore propensione all'abuso di alcolici da parte dei persecutori (31% dei casi). Il 12% delle vittime che si sono spontaneamente rivolte a Telefono Rosa in cerca di soccorso afferma di aver subito maltrattamenti già durante il periodo di fidanzamento. Nel 61% dei casi, inoltre, i comportamenti violenti sembrano consumarsi solo all'interno delle mura domestiche. Al contrario, il 30% delle donne straniere sostiene il verificarsi di atteggiamenti violenti anche in situazioni pubbliche. Passa dal 53% al 42% la percentuale di donne che dichiarano di aver subito violenza dai propri mariti. Aumentano però gli atti violenti subiti dagli ex mariti, ex conviventi o ex fidanzati. Sono sempre di più le donne che trovano la forza e il coraggio di lasciare i luoghi della violenza e di allontanarsi dai loro carnefici. In questo cammino verso la liberazione, osserva Telefono Rosa, sembrano tuttavia faticare ancora molto le vittime straniere. Ancora. Il 50% delle violenze subite da vittime che si sono rivolte a Telefono Rosa rientra, di fatto, nei casi di reato di stalking. Generalmente lo stalking si verifica in diversi modi: appostamenti (15%), minacce (53%), pedinamenti (14%), telefonate continue ( 15%), sms e lettere ( 15%), insulti verbali (22%), danni materiali (6%). Riguardo poi al rapporto delle vittime con Telefono Rosa, l'associazione sottolinea che nel 2009 il 14% delle vittime italiane di violenza che si sono rivolte all'associazione risiede al Nord, seguito dal 10% delle vittime che proviene dal Sud. Oltre al passaparola anche internet è uno strumento diffuso tra le vittime per chiedere aiuto all'associazione. I dati del Rapporto, raccolti attraverso schede relative alla situazione di donne italiane o straniere vittime di violenza o maltrattamenti che nel 2009 si sono rivolte spontaneamente a Telefono Rosa, riguardano un campione pari a 1782 casi. Di questi, 1503 sono relativi a vittime di nazionalità italiana mentre 278 a vittime di nazionalità straniera. Secondo la fotografia scattata dal Rapporto di Telefono Rosa, nel caso delle italiane, le vittime di violenza si concentrano nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni e un numero consistente anche nella fascia più adulta mentre nel caso delle straniere il 67% delle violenze si è consumato su donne tra i 25 e i 44 anni. Come negli anni passati anche nel 2009, fa sapere Telefono Rosa, si conferma una grande presenza di vittime in possesso di titoli di studi medio-alti: si riduce infatti al 29% la percentuale di donne con basso livello di scolarizzazione. Nell'ultimo anno è in lieve aumento il numero di donne vittime di violenza in possesso della laurea. Inoltre, la violenza subita è principalmente di tipo psicologico (31%) seguita con una certa distanza dalla quella fisica (23%). In base all'indagine, prevale la violenza psicologica tra le italiane, quella fisica tra le straniere (lo conferma anche il fatto che sono soprattutto loro a ricorrere alle cure ospedaliere:14% a fronte del 7% delle italiane). L'associazione segnala inoltre un "preoccupante" 12% di vittime che dichiara di restare con il proprio persecutore per un sentimento di amore.