Giustizia, riforme e sicurezza: le priorità nei 64 ddl presentati al Senato da Cossiga
Roma, 20 ago. (Adnkronos) - Giustizia e magistratura, soprattutto. Ma anche politica estera, sicurezza, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, riforme e funzionamento delle istituzioni: l'attività legislativa di Francesco Cossiga, nella sua ultima legislatura sugli scranni di palazzo Madama, ha spaziato in molti campi, raggiungendo quota 64 disegni di legge presentati come primo firmatario e 25 come co-firmatario. Provvedimenti di legge che anche dopo la scomparsa del presidente emerito della Repubblica dovrebbero proseguire il proprio iter parlamentare.
L'iniziativa legislativa di Cossiga si è concentrata soprattutto su questioni attinenti la giustizia: dall'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sullo stato dell'amministrazione del settore alla delega al governo in materia di giudici e pubblici ministeri, del loro ruolo, delle loro funzioni e delle loro carriere; dalle modifiche alla disciplina del Csm all'adozione di un codice etico dei giudici e dei pm.
Ma nell''agenda' legislativa del presidente emerito della Repubblica hanno trovato spazio anche altri temi altrettanto consistenti: la soppressione della Direzione investigativa antimafia; le modifiche all'ordinamento dell'Arma dei Carabinieri; l'istituzione della Procura nazionale della Repubblica antiterrorismo; le norme su 'Gladio', la disciolta struttura italiana dell'organizzazione nordatlantica 'Stay Behind Nets'.
Tra i ddl depositati in questi due anni di legislatura, spicca anche quello per l'abolizione dei senatori a vita. Nella Costituzione, spiegava Cossiga, "ci sono due istituti anomali per un regime rappresentativo e parlamentare basato sulla sovranità popolare espressa in libere e periodiche elezioni ed in contrasto con i suoi principi: quello dei senatori a vita e di diritto, e cioè degli ex presidenti della Repubblica che non rinuncino a tale ufficio, e quello dei senatori a vita nominati dal presidente della Repubblica".
Un'anomalia, aggiungeva Cossiga, "che può creare gravi distorsioni politico-istituzionali, quando i risultati elettorali portino a situazioni marginali, in cui per la formazione delle maggioranze i senatori a vita possono giocare un ruolo determinante". Come è del resto accaduto, soprattutto durante il secondo governo Prodi.
Via quindi dalla Carta costituzionale l'articolo 59, proponeva Cossiga (salvando comunque i senatori a vita in carica, pur senza diritto di voto). E per gli ex presidenti della Repubblica, secondo la proposta Cossiga, si deve prevedere un trattamento, "comprensivo di un assegno vitalizio e di servizi", da stabilire per legge.
