Roma, 7 set. (Adnkronos) - ''Il presidente della Repubblica non ha poteri nei confronti del presidente della Camera, né ci sono atti tipici, ovvero previsti dalla Costituzione in merito. Se il presidente si persuadesse delle ragioni del presidente del Consiglio potrebbe convocare il presidente della Camera e tentare di convincerlo a dimettersi. Si tratta comunque di una strada in salita, non è prevista dalla Costituzione''. Lo ha detto all'ADNKRONOS il costituzionalista Francesco Saverio Marini, commentando la richiesta di dimissioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, avanzata nel vertice notturno di Arcore da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che hanno annunciato anche un prossimo colloquio con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. ''Non è prevista la revoca del presidente della Camera - ha spiegato il costituzionalista - non è prevista una sfiducia, la si può ricavare dal sistema perché tutti gli organi costituzionali possono essere rimossi. E' comunque una strada complessa per due motivi: perché non è espressamente disciplinata dalla Costituzione e perché l'ammissibilità dell'eventuale revoca e sfiducia, se fosse presentata dai parlamentari, sarebbe comunque valutata dal presidente della Camera. L'interpretazione sull'ammissibilità è cioè rimessa allo stesso organo che dovrebbe essere sfiduciato. In più l'eventuale conflitto tra presidente della Camera e maggioranza parlamentare sarebbe interno all'organo e quindi non si potrebbe neanche ricorrere alla Corte Costituzionale''.