Roma, 5 ott. - (Adnkronos) - Una nuova perizia medico-legale è stata chiesta questa mattina dagli avvocati di parte civile durante l'udienza del processo contro le guardie carcerarie imputate per la morte di Stefano Cucchi, il giovane detenuto deceduto il 21 ottobre dello scorso dopo essere stato pestato in cella e, una volta trasferito in ospedale, privato della necessaria assistenza. Il giudice dell'indagine preliminare Rosalba Liso si è risevata di decidere. Nelle intenzioni degli avvocati Dario Piccioni e Fabio Anselmi dalla perizia, che si dovrbbe fare nelle forme dell'incidente probatorio, si potrebbero ottenere ulteriori elementi per contestare anche alle tre guardie carcerarie, Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici l'accusa di concorso in omicidio preterintenzionale. Nell'udienza di oggi il giudice Liso ha accettato la costituzione di parte civile nel processo dell'amministrazione comunale capitolina. Nel procedimento oltre alle tre guardie carcerarie sono imputati anche sei medici e tre infermiere dell'ospedale Sandro Pertini nonché un funzionario del Dap. Il gip deve decidere su richiesta dei pubblici ministeri Vincenzo Barba e Francesca Loi, che oggi si sono opposti all'accoglimento della perizia richiesta dalle parti civili, se rinviare a giudizio i 13 imputati che a seconda della posizione processuale devono rispondere oltre che di lesioni (le tre guardie carcerarie), anche di abuso d'ufficio e, per quanto riguarda medici e infermieri, di omicidio preterintenzionale per avere abbandonato una persona incapace che poi è deceduta. "E' inaccettabile che si continui a negare l'evidenza - ha commentato la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi - . Non si vuole arrivare alla verità. Io non sono interessata a un processo basato sulla bugia e cioè che il pestaggio subito da mio fratello abbia comportato solo delle lesioni (è l'accusa per le guardie carcerarie, ndr). Sono pronta a ritirare la costituzione di parte civile".