In Italia è 'Csi-mania', in aumento gli aspiranti medici legali. Soprattutto donne
Roma, 13 ott. (Adnkronos Salute) - Cresce in Italia la Csi-mania. Sono sempre di più i giovani che aspirano a diventare medico legale, il super-professionista della scena del crimine che grazie a un dettaglio, un'autopsia o un esame di laboratorio riesce a fornire elementi in grado di risolvere un delitto altrimenti perfetto.
Negli ultimi anni, nel nostro Paese gli iscritti ai corsi di Medicina legale sono infatti in costante aumento, soprattutto tra le donne. A tracciare il quadro e a svelare segreti e competenze del medico legale - specialista che richiama una nota figura di stampo anglosassone, il coroner - è Vittorio Fineschi, direttore di Medicina legale dell'Università di Foggia, tra i più autorevoli ed esperti professionisti nel campo. Non a caso il suo intervento viene spesso richiesto per i casi più complessi e delicati. L'ultimo in ordine di tempo è quello che riguarda Stefano Cucchi, il ragazzo arrestato il 16 ottobre dello scorso anno perché trovato in possesso di stupefacenti e morto il 22 ottobre all'ospedale Sandro Pertini di Roma. La famiglia Cucchi ha infatti nominato Fineschi come perito di parte.
"Le specializzazioni ogni anno sfornano un discreto numero di medici legali, soprattutto donne" spiega Fineschi all'Adnkronos Salute. "Per diversi motivi. Innanzitutto perchè questa è una disciplina con un'immagine esaltante, misteriosa, in evoluzione. Ma non solo. La medicina legale - aggiunge l'esperto - è ancora un settore dove in Italia si può lavorare. E questo non vale per tutte le discipline mediche. L'aumento del numero delle donne è dovuto al fatto che è tutta la medicina, in generale, a parlare al femminile".
Ma potrebbe esserci dell'altro. "Negli ultimi tempi, a seguito delle numerose serie tv, c'è stata una spettacolarizzazione che ha contribuito a rendere nota la medicina legale", spiega Fineschi. "Quello che viene fatto vedere è però una medicina legale scintillante, che risolve qualunque caso. Ma non è così, dietro c'è una grande fatica. Anche se questo può comunque aver influito nell'aumento degli iscritti ai corsi". Naturalmente il fascino trasmesso dalla tv non basta. "Un giovane che si vuole avvicinare a questa professione - afferma l'esperto - deve innanzitutto avere una grande passione per la medicina legale, che è fatta di grande fatica. L'iter che porta dall'autopsia alla soluzione del caso è infatti molto lungo, dura mesi spesso è costellato di lunghe fatiche in laboratorio".
In Italia, al momento, i medici legali sono diverse migliaia. "A svolgere un'attivita' di tipo iper-specialistico - sottolinea l'esperto - sono poche decine di professionisti, al massimo un centinaio in tutto il Paese. E' evidente che stiamo parlando di attività molto settoriali, super-specialistiche. La gran massa degli specialisti si rivolge invece verso attività che hanno un diverso interesse, anche se comunque giudiziario".
Fare il medico legale significa occuparsi in prima persona di un variegato ambito di indagini: dal vivente al cadavere, dall'ambito civile al penale. Il medico legale si occupa di effettuare autopsie, è al servizio della giustizia per i casi criminali e svolge indagini di laboratorio sofisticate. Affinché la sua opera risulti preziosa è necessario che lo specialista arrivi tempestivamente sulla scena del delitto.
"Il sopralluogo - spiega Fineschi - è fondamentale, basilare, per lo svolgimento delle successive indagini. Un inquinamento, ad opera ad esempio delle forze dell'ordine, di estranei, testimoni oppure degli operatori e dei medici del 118, costituisce un grande problema. Ecco perché - aggiunge - è necessario recintare immediatamente il luogo dove si è consumato il delitto e dare modo al medico legale di operare in prima persona".
Importante, spiega, ''è esaminare tempestivamente il cadavere per trarre i dati fondamentali di interesse, che sono la temperatura e le trasformazioni cadaveriche iniziali. L'autopsia - aggiunge - non è il primo degli accertamenti perché esiste il sopralluogo, l'esame esterno, e non è neanche l'ultimo, perché c'è poi tutto un lavoro di laboratorio. E' evidente - conclude Fineschi - che un cadavere in ottime condizioni di conservazione è un cadavere che può dire tantissime cose a chi lo sa interpretare".
