Roma, 13 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Anche se ormai la tecnologia e l'esperienza di molti medici legali lo rende estremamente difficile, direi eccezionale, il delitto perfetto può esistere". Parola di Vittorio Fineschi, direttore dell'Istituto di Medicina legale dell'Università di Foggia, secondo il quale "se intendiamo il delitto perfetto quello in cui non si riesce ad attribuire a una persona il delitto stesso, questo può esistere". Le grandi novità tecnologiche hanno però ridotto questa possibilità. "La più grande innovazione tecnologica degli ultimi anni, quella che ha rivoluzionato il lavoro investigativo è indubbiamente il Dna", spiega Fineschi all'Adnkronos Salute. Un'altra grande risorsa, oltre al Dna, è la cosiddetta autopsia virtuale (virtual autopsy). "Si tratta - sottolinea l'esperto - di una tecnica che, prima che venga effettuata l'autopsia vera e propria, permette un'indagine completa sul cadavere dal punto di vista radiologico. Consente di localizzare eventuali proiettili o di evidenziare lesioni in modo dettagliato. E quindi - conclude Fineschi - di essere di grande ausilio per risolvere i casi più complicati".