Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - Alle risorse pubbliche, talvolta comunitarie, sono legati ''fenomeni di corruzione e dissipazione''. Fenomeni che ''persistono e preoccupano i cittadini, ma anche le istituzioni, il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli''. E' la denuncia del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, nel corso della cerimonia del suo insediamento. Giampaolino sottolinea poi come la prolungata bassa crescita rende difficile conservare obiettivi di spesa, soprattutto in condizioni socieconomiche che alimentano ''istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettività''. Il presidente sottolineando anche la difficoltà nel ''fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale aggregata''. In tale contesto, spiega, ''è essenziale non solo controllare la spesa pubblica ma, altresì, operare una corretta qualificazione, affinché si possa non tanto spendere poco o meno ma, soprattutto, spendere validamente ed oculatamente così da favorire la crescita e lo sviluppo, non solo economico del Paese''. La crisi economica ha provocato una ''perdita pemanente'', rispetto alle proiezioni di inizio legislatura - sottolinea ancora Giampaolino - pari a 70 miliardi di entrate e 130 miliardi di pil. E dunque ''pone problemi di attenta riflessione''. Con una crescita delle prestazioni essenziali, spiega il presidente, ''si comprende come sia obbligatoria una linea di attenta gestione della finanza pubblica''. Con la proposta del semestre europeo, che dovrebbe prendere avvio all'inizio del 2016, si darà il via "ad un coordinamento ex ante delle politiche economiche" che porrebbe ad un "potenziamento della fase di prevenzione", sottolinea Giampaolino. Le vicende della crisi, insiste, "hanno posto in chiara evidenza come l'integrazione e l'interdipedenza dei mercati richiedano una riforma della governance economica europea, quando non addirittura mondiale, e in particolare un rafforzamento degli strumenti di coordinamento delle politiche economiche dell'area". Sono state proprio queste le ragioni, ricorda il neo presidente, che hanno spinto la Corte europea "a porre una modifica sostanziale nelle regole e nelle procedure di bilancio, pur nella consapevolezza che la sola disciplina di bilancio non è sufficiente a garantire la stabilita' economica e finanziaria". In sostanza, prosegue il presidente, da una procedura europea "che verifica le politiche economiche e di bilancio solo a consuntivo (Patto di stabilità e crescita), si passerebbe ad un potenziamento della fase di prevenzione, con un'attenzione al monitoraggio in corso d'anno e alla verifica della sostenibilità dei conti del medio periodo".