Roma, 20 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Nell'eventualità, non improbabile, che il gasdotto Transitgas rimanga fuori servizio anche nella seconda parte del periodo invernale, la disponibilità di punta (stoccaggio a fine periodo di erogazione, importazioni, produzione e rigassificazione) sarebbe appena sufficiente a far fronte al picco potenziale del prelievo giornaliero in caso di freddo eccezionale''. Ad affermarlo è il presidente dell'Autorità per l'Energia, Alessandro Ortis, nel corso della sua audizione al Senato in X Commissione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla strategia energetica nazionale. Questo, spiega ancora Ortis, ''naturalmente, al netto di qualsiasi altro inconveniente sulle rimanenti infrastrutture di approvvigionamento''. Quest'anno, alle porte del periodo invernale, rileva Ortis, ''il nostro Paese si trova, per l'ennesima volta, di fronte a una situazione di problematicità a causa della scarsità di infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas naturale. L'interruzione del gasdotto Transitgas, in atto dal 23 luglio scorso, e i cui tempi di ripristino, pur ancora incerti, sono in ogni caso stimabili in alcuni mesi, stanno determinando effetti significativi sul sistema gas italiano''. Il minore apporto di gas dal nord Europa (di capacità pari a circa 60 Mmc/g), osserva il presidente dell'Authority, ''ci riporta a una condizione analoga a quella in cui non erano ancora disponibili né il nuovo rigassificatore di Rovigo né i potenziamenti sui gasdotti di importazione''. Dal punto di vista della concorrenzialità dei prezzi nel nostro Paese, aggiunge Ortis, ''la chiusura del Transitgas, che collega l'Italia con i ben più liquidi mercati del nord Europa, sta producendo effetti già in questo periodo. Successivamente alla comunicazione del prolungarsi dell'interruzione almeno per i mesi autunnali, infatti, i prezzi spot si sono portati a livelli superiori a quelli degli hub europei con differenziali mediamente compresi tra i 5 e i 7 euro/MWh''. Nel corso dell'audizione il presidente dell'Autorità per l'Energia ha poi sottolineato che ''per pervenire a una struttura di offerta sufficientemente concorrenziale è tuttavia ancora necessario intervenire o attraverso nuovi e più rigorosi tetti antitrust, o, almeno, attraverso misure (gas release pluriennali) che rendano più contendibile il mercato: questa è una condizione fondamentale affinché la futura Borsa del gas possa produrre i suoi benefici effetti''. ''Diversamente - ha evidenziato - i segnali di prezzo prodotti resteranno facilmente condizionabili da parte dell'operatore dominante''. Quanto all'Authority, Ortis dice che ''l'indipendenza e l'autonomia sono messe a rischio dall'estensione all'Autorità medesima di alcuni drastici vincoli economico-gestionali posti dalla recente manovra economico-finanziaria''. Infatti, sottolinea, ''sebbene l'Autorità non gravi sul bilancio dello Stato e non riceva alcun tipo di finanziamento pubblico (il che rende per certi versi anomalo un intervento sui suoi bilanci) essa dovrebbe assumere provvedimenti fortemente limitanti le sue attività operative, incidendo in particolare su quelle per una maggior tutela dei consumatori, per un ulteriore sviluppo della competitività dei sistemi elettrici e gas, nonché per i monitoraggi e controlli, già dimostratisi efficaci ancorché necessari''.