Roma, 27 ott. (Adnkronos) - Ancora una giornata difficile per i rapporti tra Pdl e Fli sul lodo Alfano. Mentre il confronto sulla non reiterabilità prosegue, con l'emendamento in questo senso dei finiani atteso per domani in commissione Affari costituzionali del Senato, in serata il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha annunciato che l'accordo al Senato era stato trovato. A stretto giro, però, è arrivata la smentita di Benedetto Della Vedova, di Fli: "L'accordo non c'è". In un primo momento, Cicchitto aveva spiegato: "E' stato trovato un testo al Senato che ha trovato un accordo della maggioranza. Questo accordo della maggioranza credo che verrà sostenuto anche alla Camera quindi, da questo punto di vista, c'è un consolidamento della maggioranza". Poco dopo, però, il capogruppo del Pdl alla Camera aveva chiarito: "Auspichiamo che al Senato si raggiunga un accordo soddisfacente sul lodo Alfano che come tale rafforzerebbe la maggioranza e verrebbe certamente sostenuto anche alla Camera". Della Vedova, per Fli, aveva commentato: "L'accordo non c'è, auspichiamo di trovarlo domani mattina. Ci sono delle proposte e spero ci sia un'ampia convergenza. Il punto di partenza è il ritiro della reiterabilità". Nel mezzo, la polemica politica aveva toccato toni ancora più accesi: "I finiani smentiscano immediatamente le dichiarazioni del capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, oppure dovranno rispondere davanti al Paese di complicità nello stravolgimento della Costituzione", ha spiegato Antonio Di Pietro. Per il leader di Idv, "nessun accordo può essere trovato sul lodo Alfano, in quanto è un provvedimento immorale e innaturale". Per il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, "è un clima surreale, in cui un giorno Berlusconi dice che il lodo Alfano non si approverà più, poi invece dice che va approvato. Almeno si metta d'accordo con se stesso. L'unica cosa che devono sapere e che sanno è che alla fine del lungo percorso che richiede una legge costituzionale, con la pausa e le quattro letture, ci sarà comunque un referendum senza quorum in cui gli italiani bocceranno senza dubbi qualsiasi norma privilegio". Toni concilianti da parte della Lega, con il capogruppo alla Camera marco Reguzzoni: "Bene che sul lodo Alfano ci sia stato un rinvio" dei termini per presentare gli emendamenti in commissione Affari costituzionali del Senato "perché deve essere utile per arrivare a una soluzione condivisa e che ricalchi quanto accade negli altri Paesi del mondo. Speriamo di sgombrare velocemente il campo da questo problema, per affrontare la riforma vera della giustizia". Intanto, per tutto il giorno al Senato, malgrado perplessità e mal di pancia in alcuni settori del movimento, Fli è andato avanti sulla strada del confronto sullo 'scudo'. Nel tardo pomeriggio era in programma un incontro presso l'ufficio della presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno. Maurizio Saia, capogruppo Fli in commissione Affari costituzionali del Senato, ha avuto rassicurazioni: "Ho parlato con il presidente Fini: la strategia che portiamo avanti con coerenza non è cambiata in nulla", dice con riferimento alle persistenti remore espresse da Italo Bocchino e Carmelo Briguglio.