Giustizia, Csm: "Ai giudici si deve rispetto" Anm: "Non siamo macigno ma risorsa"
Roma, 30 ott. (Adnkronos) - "La giustizia e' amministrata dai giudici e ad essi e alla loro funzione si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato, in ossequio ad un malinteso senso di liberta' dai ruoli e dalle regole''. Lo ha affermato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, nel suo intervento al congresso di Magistratura democratica. Vietti ha sottolineato che la funzione della magistratura e' "essenziale" ed e' ''strumento di tutela dei piu' deboli''.
"Le polemiche non devono mai farci dimenticare - ha continuato Vietti - la funzione di protezione sociale che la magistratura svolge. Siamo talora inclini a pensare piu' agli errori e alle colpe, alle storture e alle lungaggini. Ma non dobbiamo mai dimenticare che esistono condotte cariche di disvalore, condotte che ci offendono, che toccano in modo illegittimo gli interessi della nostra vita quotidiana".
Vietti, poi, ammonisce: "Non e' immaginabile una convivenza sociale senza giustizia, perche' non vi potrebbe essere organizzazione sociale senza regole e la magistratura e' garante di questa convivenza e di questa continuita'''.
''La nostra Costituzione - continua il vicepresidente del Csm riguardo alla riforma della giustizia - e' stato frutto di un progetto largamente meditato e condiviso''. Per sostituirlo ''occorre un altro progetto non meno meditato e condiviso''. Vietti ha quindi sostenuto la necessita' di ''riforme organiche e di ampio respiro, non condizionate dalle contingenze", anche se ''non si coglie ancora, ne sembra prossimo, il clima politico per riflessioni serene ed equilibrate su snodi istituzionali di tale delicatezza''.
Il numero due di Palazzo dei Marescialli, ribadendo il proprio 'no' al doppio Csm e al pm sottoposto al potere esecutivo, ha spiegato: "nel nostro ordinamento costituzionale il pm e' posto all'interno della magistratura e partecipa dell'autonomia e dell'indipendenza da ogni altro potere dello Stato ed e' coerentemente sottoposto al controllo ed al governo del Csm al pari dei giudici''. Al di fuori di questo circuito, conclude, ''il pm cadrebbe facile preda di logiche del tutto autoreferenziali o securitarie o di contingenze politiche altrimenti non evitabili".
Da un convegno di Magistratura Democratica a Napoli, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara prende le distanze dallo scontro politico sull'eventuale riforma: "Noi non vogliamo essere trascinati sul terreno dello scontro che sta caratterizzando la discussione sul tema della giustizia''. E, indirizzandosi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dice: ''C'e' una reale necessita' di urgenti e concrete riforme per rendere piu' efficiente l'apparato giuridico. Come ho ribadito all'inizio del convegno, la giustizia - ha sottolineato Palamara - non e' un macigno ma una risorsa per il Paese''.
