L'Anm, la giustizia è al collasso. Napolitano: ''Serve un corretto rapporto magistratura-politica''
Roma, 26 nov. (Adnkronos/Ign) - "La giustizia in Italia è al collasso". E' la denuncia del presidente dell'Anm Luca Palamara, nella sua relazione introduttiva al 30° Congresso nazionale al Teatro Capranica di Roma.
Il presidente dell'Anm ammonisce sulla necessità di una "vera riforma della giustizia. Il cattivo funzionamento del servizio giustizia - rileva - e, quindi il mancato effetto della ragionevole durata del processo, assumono carattere oggettivamente prioritario e necessitano di interventi urgenti".
Perché una "giustizia ritardata equivale a giustizia denegata, ma è anche un costo per lo Stato". Una giustizia al collasso che però non deve costringere a "rassegnarci a questo stato di cose. E' inevitabile e fisiologico - ammonisce Palamara - che politica e magistratura debbano dialogare e confrontarsi sul tema del funzionamento del processo, in relazione al quale l'Anm vuole porsi come interlocutore ineludibile di qualsiasi governo e offrire un contributo per intervenire sulle reali problematiche della giustizia".
Ma gli annunciati interventi sulle riforme costituzionali della magistratura ricevono dall'Anm una "risposta assolutamente negativa". Perché le ''paventate riforme adombrano in realtà una diversa finalità rispetto al tema del funzionamento del processo e cioè quella di ridisegnare i rapporti tra politica e magistratura alterando le attuali divisioni tra poteri dello Stato così come delineate dal Costituente nel 1948".
Palamara denuncia, poi, gli attacchi alle toghe. "Alcuni rappresentanti dell'attuale maggioranza di governo hanno reso pratica quotidiana l'insulto e il dileggio nei confronti di una indefettibile istituzione dello Stato", dice ricordando come "questi sono stati anni in cui abbiamo dovuto registrare un pesante clima di aggressione nei confronti della magistratura quando, in particolare, indagini e processi che hanno 'toccato il potere' sono stati strumentalizzati a fini politici". Per Palamara siamo di fronte ad una "assurda campagna di denigrazione tesa a minare la credibilità della magistratura davanti agli occhi dei cittadini, facendo leva, con un gioco evidentemente facile, sulla generale delusione per le mancate risposte alla legittima ansia di giustizia".
Ribadita, poi, ''la centralità della questione morale a fronte delle gravissime vicende emerse negli ultimi mesi che coinvolgono le istituzioni del Paese". Al riguardo, sottolinea Palamara, "non possono esservi ambiguità o atteggiamenti gattopardeschi". Quindi spiega che "il nostro modello di magistrato non entra ed esce dal mondo della politica senza seguire percorsi trasparenti, non frequenta lobby e salotti dove garantisce ciò che non può garantire, non fa pressioni per diventare capo di un ufficio, non si ispira ad una logica clientelare".
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano plaude alla disponibilità delle toghe a un confronto costruttivo con le forze politiche. Intervenendo al termine della prima sessione di lavori del congresso, il capo dello Stato dichiara di aver "apprezzato in modo particolare, ascoltando la relazione del presidente Palamara, l'impegno della Anm per l'autoriforma della magistratura e, al tempo stesso, la disponibilità dichiarata a un confronto costruttivo e propositivo con le forze politiche sul tema della riforma della giustizia". Il presidente della Repubblica sottolinea quindi che "l'Anm resta ed è più che mai un interlocutore rappresentativo ed essenziale, in una fase delicata nella quale è indispensabile il recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario, anche - osserva significativamente Napolitano - attraverso un corretto rapporto fra magistratura e politica".
Quanto alla riforma annunciata dal governo ("la prossima settimana approveremo la riforma della giustizia in un apposito Cdm", ha confermato oggi Berlusconi), Napolitano si limita a dire: "Quale riforma? Non sono aggiornato su quello che farà il governo...".
Nel suo intervento, il presidente del Senato Renato Schifani sottolinea che "l'autonomia e l'indipendenza della magistratura è un fondamento essenziale della nostra Costituzione che non può essere messo minimamente in discussione, ma io credo che nei progetti di riforma che si sono susseguiti questo principio non sia stato seriamente posto in pericolo".
"Sulle riforme - dice ancora Schifani - io mi auguro da tempo, e lo dico, che si trovi un momento di confronto costruttivo tra la politica, le Istituzioni e la stessa magistratura. Dobbiamo evitare corti circuiti che non giovano a serie riforme, che non aiutano i cittadini ad avere una giustizia più celere e più efficiente".
In un messaggio, il presidente della Camera Gianfranco Fini ricorda che "viviamo una fase politico-istituzionale assai delicata'' e che è ''compito delle istituzioni democratiche e di tutte le forze politiche del Paese, senza distinzione di parte'', quello ''di sostenere costantemente l'operato della magistratura, la cui azione riveste un ruolo centrale per la salvaguardia del principio di legalità".
E ai giudizi e alle critiche, ''i magistrati devono rispondere unicamente con il loro impegno, con la loro dedizione alle istituzioni repubblicane". "E' evidente che, come ho avuto modo di affermare in altre circostanze, l'autonomia della magistratura costituisce un presupposto della sua stessa indipendenza e ne rappresenta il fondamento", osserva Fini.
