Milano, 8 dic. (Adnkronos) - Sposato con cittadina italiana, D. cittadino senegalese, ha dovuto ricorrere al Tribunale civile di Firenze per veder dichiarare il suo diritto all'ottenimento della carta di soggiorno prevista dalla normativa comunitaria per i coniugi di cittadini europei. Il giudice Maria Lorena Papait del Tribunale di Firenze, infatti, davanti alla quale è arrivato il caso, ha ordinato alla Questura di Firenze il rilascio del documento che era stato negato. Lo rende noto l'Aduc, l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori. La storia. D. si trova in Italia da quasi dieci anni e, come molti stranieri, ha fatto ingresso irregolare. Nel 2002 la sua situazione di irregolarità è stata sanata e l'uomo ha ottenuto il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, rinnovato di anno in anno fino al 2006. Dopo altre vicende il senegalese si sposa con L. cittadina italiana e ottiene così un permesso di soggiorno per motivi familiari. A questo punto D. chiede la Carta di Soggiorno prevista per chi è sposato con un cittadino comunitario, ma la Questura contesta a D. il fatto di non essere entrato in Italia con un visto di ingresso. Secondo la legge "i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro sono assoggettati all'obbligo del visto d'ingresso, nei casi in cui è richiesto. Il possesso della carta di soggiorno di cui all'articolo 10 in corso di validità esonera dall'obbligo di munirsi del visto." Ma questa norma, secondo la Questura, comporta che chi si trova in Italia per altre vicende o altri motivi, magari ben prima di aver contratto matrimonio, per ottenere la carta di soggiorno è costretto a uscire e rientrare col visto di ingresso. E ciò anche se magari, come nel caso di D., era già in possesso di altro permesso per motivi familiari.Il giudice fiorentino, pero', ha accolto la tesi dei legali e ha stabilito che "la norma richiamata dalla Questura si riferisce a fattispecie diversa da quella in esame", cioé ai familiari extracomunitari che accompagnano o raggiungono il cittadino dell'Unione in Italia (quindi a coloro che sono gia' 'familiari', nella specie coniugi, prima di fare ingresso in Italia), i quali una volta ottenuta la Carta di soggiorno non avranno più bisogno del visto di ingresso per entrare in Italia. Diverso, per il giudice, il caso di D.E comunque, ha stabilito il togato "...in ogni caso, una volta rilasciato all'extracomunitario il permesso di soggiorno in ragione del matrimonio con cittadino italiano, permanendo allora questi in Italia in modo regolare, non si vede perché non rilasciare la carta di Soggiorno trascorsi tre mesi dal rilascio del permesso di soggiorno".