Scontri a Roma, chiesta convalida dei fermi Pd: ''Chi paga infiltrati? Maroni riferisca''
Roma, 15 dic. (Adnkronos/Ign) - Nessun processo per direttissima, per il momento, a carico delle persone arrestate durante gli incidenti avvenuti ieri a Roma, ma una richiesta di convalida dell'arresto per 26 persone, richiesta che la Procura invierà al più presto al gip. L'ufficio del pubblico ministero ha già disposto la scarcerazione per una giovane che era tra i fermati di ieri e a carico della quale non sono emerse responsabilità.
Sono queste le prime mosse disposte dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti nell'ambito dell'inchiesta scaturita dagli scontri di piazza avvenuti ieri. I manifestanti, che hanno tra i 18 e i 37 anni età, provengono da Roma, Sardegna, Liguria e Toscana. In giornata saranno trasferiti dalle camere di sicurezza dove hanno trascorso la scorsa notte in carcere, in attesa della convalida da parte del gip. La Procura chiederà o la detenzione in carcere o gli arresti a domicilio ovvero l'obbligo di firma.
Gli accertamenti affidati dal magistrato a Digos e carabinieri sono di diversa natura ma in particolare agli investigatori è stato chiesto di stabilire come siano stati appiccati gli incendi che hanno distrutto vari mezzi. Si vuole cioè stabilire se per dare alle fiamme le macchine siano stati usati inneschi di fortuna o se sia stata usata benzina. In questo secondo caso si potrebbe giungere a ritenere che nel compimento di questi atti ci sia stata una certa premeditazione. Ma la circostanza è tutta da accertare.
Per quanto riguarda i reati ipotizzabili a carico delle persone fermate nel rapporto consegnato questa mattina a Saviotti e al pm Silvia Santucci, sono stati attribuiti genericamente la resistenza e la lesione a pubblico ufficiale. Ma non appena il gip avrà convalidato gli arresti saranno valutate le singole posizioni e a ciascuno dei manifestanti finiti in carcere saranno contestati i reati di cui si sono singolarmente resi responsabili.
Intanto, all'indomani della guerriglia che ha messo a ferro e fuoco la Capitale, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dato la sua disponibilità a riferire in Parlamento sui disordini, ma la data dell'audizione non è stata ancora fissata. ''Riferirò prossimamente alla Camera e al Senato", ha detto il ministro a margine della seduta delle commissioni del Senato dedicata al dl sicurezza.
Il Pd chiede a gran voce a Maroni di riferire in Parlamento sulla presunta presenza di infiltrati . ''Vogliamo sapere chi li manda, chi li paga e che vogliono'', ha sottolineato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd. ''Di tutto abbiamo bisogno - ha aggiunto - fuorché di un ritorno al passato".
I senatori del Pd hanno presentato sulla vicenda un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno. ''Come si spiegano - si chiedono - le fotografie, ormai di dominio pubblico, nelle quali rappresentanti delle forze dell'ordine familiarizzano con i cosiddetti black bloc? L'unica risposta sensata chiama una domanda ancora più preoccupante: ieri a mettere a ferro e fuoco il centro di Roma c'erano anche agenti travestiti?''. ''Siamo non violenti ma non siamo ingenui, e riteniamo - rilevano i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - che per evitare che questa spirale prosegua e si aggravi si debba subito sgomberare il campo su dubbi e illazioni così inquietanti".
Da parte sua il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha sottolineato: "Non c'è nessuna ragione al mondo che giustifica la violenza. Ma bisogna riconoscere - ha continuato - che ieri non c'erano solo i violenti, che andrebbero meglio isolati, ma migliaia di studenti che certamente non ascolta nessuno".
E' intervenuto sugli scontri di ieri anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Ieri non c'è stata una manifestazione di libertà - ha sottolineato-, ma attacchi di una banda di teppisti che hanno creato incidenti e che buttano una brutta immagine sul Paese. Sono incidenti - ha aggiunto il premier - che non possiamo più accettare".
E il giorno dopo i disordini si contano i danni. "Sono ingenti, si parla di 20 milioni di euro'', ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno '. ''Oggi pomeriggio alle 15 andrò sui luoghi degli scontri - ha poi annunciato -, parlerò coi commercianti. Comunque confermo che la città di Roma si costituirà parte civile contro coloro che hanno compiuto i danneggiamenti".
