Caso Yara, "poco credibili le versioni dei testimoni": l'inchiesta riparte da zero
Milano, 5 gen. (Adnkronos) - Le poche certezze sulla scomparsa di Yara Gambirasio si scontrano con le "troppe e poco credibili versioni fornite -sostengono gli inquirenti- dai testimoni". A più di un mese dalla scomparsa della 13enne di Brembate di Sopra l'inchiesta della procura bergamasca riparte da zero. I primi riscontri sulle celle telefoniche avrebbero rivelato che al momento della scomparsa, il testimone Enrico Tironi non si trovava in via Rampinelli dove sostiene di aver visto Yara in compagnia di due uomini. Cadrebbe così uno dei presunti elementi certi di un giallo che rischia di restare senza soluzione.
Anche un secondo testimone, l'ex guardia giurata in pensione Mario Torracco giura di aver visto la ragazza il giorno della sua scomparsa, il 26 novembre scorso, vicino all'abitazione della famiglia Gambirasio, ma più volte ha modificato la sua versione. In un primo momento parla di due uomini, poi di un uomo e di una donna che stanno litigando, di fronte alle telecamere sostiene di aver visto con certezza la 13enne.
Infine Marina Abeni, anche lei ascoltata dagli investigatori, parla di due uomini che litigano. Una dichiarazione che nulla aggiunge alla sparizione di Yara. I dubbi sulle testimonianze costringono gli inquirenti a ripartire da zero. Nei prossimi giorni saranno riascoltati circa cento testimoni: amici o semplici conoscenti della giovane promessa della ginnastica ritmica che potrebbero fornire elementi utili sulle sue abitudini o su potenziali indiziati.
Intanto, le ricerche vanno avanti, così come l'analisi dei tabulati telefonici. Quello che è certo è che Yara è uscita di casa alle 17.30 circa per andare a portare uno stereo al centro sportivo in cui da sempre si allena. Dopo un'ora si è allontanata, ma cosa è accaduto in quei 700 metri che la separavano da casa è tutto da chiarire.
