Palermo, 6 gen. - (Adnkronos) - "Mi assumo il merito di avere iniziato uno stravolgimento della ricostruzione della dinamica iniziale attraverso il collaboratore Fontana, che ho sentito per primo all'inizio della collaborazione . Proprio da quel momento è iniziata una ricostruzione assolutamente diversa. Ci sono stati elementi che non hanno favorito uno sviluppo normale delle indagini. Ci sono stati processi a Caltanissetta nei confronti di artificieri e di altre persone che certamente non hanno contribuito all'accertamento della verità". Lo ha detto il procuratore antimafia Pietro Grasso, parlando del fallito attentato all'Addaura contro il giudice Giovanni Falcone nel giugno del 1989, a margine della commemorazione dell'omcidio di Piersanti Mattarella. Con la deposizione di una corona di fiori è stato ricordato questa mattina, sul luogo dell'agguato in via Libertà a Palermo, l'ex presidente della regione siciliana. Presenti la vedova, i figli, i nipoti e il fratello Sergio Mattarella, ma anche rappresentanti istituzionali e politici. Grasso fu il primo ad accorrere sul luogo del delitto il 6 gennaio del 1980 perché pm di turno. Sull'omicidio "c'è stata un'attività di depistaggio da parte di Vito Ciancimino, che allora era il collante tra politica e mafia, nell'attibuire alle Brigate rosse l'omicido. Questo è indicativo del tentativo di portare totalemnte da un'altra parte i vertici investigativi di quel momento", denuncia il procuratore. Alla domanda su cosa avrebbe impedito il raggiungimento della verità per il delitto di 31 anni fa, Grasso ha risposto: "La particolarità del movente e la complessità dei moventi dell'omicidio. E' una mia intuizione che però non posso dimostrare, trovando gli esecutori materiali e i mandanti interni ed esterni a Cosa nostra". "Non dimentichiamo che ci sono state anche delle azioni di depistaggio durante le indagini e quello è il momento iniziale in cui si decide se un'indagine prenderà un volto o un altro - ha proseguito Grasso - Noi cerchiamo sempre la verità a qualsiasi costo e con la tensione morale che ci ha sempre accompagnati. Non ci siamo mai fermati di collegare fatti passati, lo dimostrano le indagini di oggi su fatti lontani nel tempo". "Io personalmente che ho iniziato a lavorare su questo omicidio, perché ero di turno come giovane sostituto a Palermo, dopo le prime indagini ho avuto delle intuizioni che però non si sono mai potute dismostrare. Cioè che si trattò di un delitto politico-mafioso, che non è solo mafioso e non è solo politico", ha aggiunto. Per Grasso "le indagini lo hanno fatto intuire senza arrivare agli esecutori materiali. Nemmeno all'interno di Cosa nostra si riescono ad avere notizie su questi fatti eccezionali con una mafia che spesso è stata braccio armato di altri poteri. Quindi è questo il contesto in cui va inqudrato questo omicidio che ha affermato un cambiamento. Ci dobbiamo chiedere in 31 anni cosa è stato fatto per avviare quel cambiamento e questo sviluppo...". Il procuratore è intervenuto anche sul blocco informatico nel settore della giustizia: i fondi trovati dal ministro per la Giustizia Angelino Alfano per risolvere il problema sono "una soluzione provvisioria, che comunque si spera di potere rendere definitiva". "Anche perché lo stesso governo in tutte le sue componenti - ha aggiunto - è convinto che non si può fermare la parte informatica della giustizia per mancanza di assistenza". Alla domanda di commentare le parole di Alfano secondo cui alcuni giudici dell'Anm "tifano per lo sfascio" Grasso replica: "Sono polemiche nelle quali non entro, a me serve l'efficienza. Sono certo che si continuerà a usare la banca dati in tutta Italia". A proposito delle ultime denunce degli imprenditori che hanno deciso di non pagare più il pizzo a Cosa nostra, Grasso dice: "Dobbiamo cercare di unire il bastone e la carota, cioè sanzioni amministrative per chi omette di denunciare il pizzo ma anche delle convenienze per chi passa dalla parte dello Stato". Perché è importante che ci sia "la convinzione che è necessario collaborare con lo Stato e una convenienza".