Moffa agita le acque di Fli: ''E' in difficoltà'' Ma il Terzo Polo serra le fila e va all'attacco
Roma, 6 gen. (Adnkronos) - Il Terzo polo serra le fila e annuncia scelte comuni a partire dal caso Bondi. Ad annunciarlo è il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, che sottolinea: "Assistiamo con grande sconcerto al toto-acquisti di parlamentari, condito da un'opera sistematica di disinformazione''.
''Comunque - aggiunge Cesa - è fin troppo ovvio che ciascuno risponderà dei propri comportamenti davanti agli italiani. Per quanto ci riguarda, l'Udc nei prossimi giorni concerterà con i partiti del nuovo Polo l'assunzione di atteggiamenti coerenti sul piano parlamentare: dal caso Bondi al trattato militare Italia-Brasile e a tutti i principali temi sul tappeto, si intensificherà un coordinamento tra Udc, Fli, Api, Mpa e Liberal Democratici''.
Intanto, sul fronte della maggioranza e della sopravvivenza del governo, tiene ancora banco la questione federalismo: ''Se non passa, andremo dritti al voto'', dice il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, facendo eco alle parole del Senatur. ''Se non viene approvato il federalismo - ribadisce Calderoli - la spina si stacca da sola, perché testimonierebbe l'inesistenza di una maggioranza di governo per realizzare le riforme''.
In un'intervista a ''Libero'', poi, Calderoli chiarisce che non c'è alcuna freddezza tra il premier Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti e liquida con un "sono caz-za-te" le voci sulle presunte intenzioni leghiste di portare il titolare dell'Economia a palazzo Chigi. Dello stesso avviso il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi: ''Il dissidio tra Berlusconi e Tremonti - dice - è l'ennesima invenzione di chi detesta questo governo''.
Quanto al federalismo, Rotondi assicura: ''E' il prossimo impegno a cui il governo terrà fede''. Anche perché, assicura Osvaldo Napoli, ''Berlusconi vuole governare e non regnare'' e sulla bussola della legislatura ''è segnata un'unica direzione: le riforme''. Per questo, osserva, ''le opposizioni più responsabili dovrebbero comprendere come i due anni che restano sono un'occasione storica''.
Concorda il capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto che guarda con interesse ai movimenti all'interno del terzo polo e dell'Udc sebbene Pier Ferdinando Casini continui a ripetere che i centristi restano all'opposizione: "Nell'immediato, lavoriamo per favorire l'ingresso dei singoli. Il problema Udc lo affronteremo nel medio periodo...", spiega Cicchitto.
"Mentre le vecchie e nuove opposizioni sono sempre più divise su tutto'', osserva il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, la maggioranza ''va avanti con le riforme". E aggiunge: ''Andremo avanti con il programma di Governo, siamo fiduciosi sul fatto che stabilità e responsabilità prevarranno''.
Parla di ''problemi di sopravvivenza'' per Fli, l'ex 'futurista' Silvano Moffa, ora confluito nel gruppo misto: "Ho provato a mettere in guardia Fini, gli ho consigliato di non seguire alcuni personaggi per non fare errori politici, ma non sono stato ascoltato', dice al 'Corriere della Sera', sostenendo che ''nel territorio Fli sta dando segnali di smottamento'', anche per la linea di Fini sulla bioetica. Inoltre, secondo Moffa, Fli sarebbe in difficoltà al Senato: "Uno come Menardi era in difficoltà già prima del voto di fiducia".
''Per quel che ne so io non c'è nessuno pronto ad entrare in maggioranza'', replica all'ex compagno di partito Benedetto Della Vedova, che commenta: ''Forse Moffa, per darsi una giustificazione, spera di poter contare sul altri che lo seguano nella sua scelta...''.
Per Fli c'è anche la voce di Carmelo Briguglio: "Noi abbiamo votato il federalismo dicendo che ci sono alcune condizioni essenziali, come il fatto che debba essere solidale e non debba dividere il Paese, abbiamo detto di sì alla riforma universitaria e al decreto sui rifiuti: per cui se il governo ritiene di avere i numeri governi, ma non addossi le responsabilità ad altri se non può andare avanti''.
Secondo il responsabile Economia del Pd Stefano Fassina ''il governo Berlusconi fa male al Paese. Nega il futuro'' e per questo Fassina invoca ''una svolta per l'equità e la crescita". Rincara la dose il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: ''Berlusconi è uno squallido imitatore di De Pretis. Il trasformismo di De Pretis, però, era una esempio di coerenza e rettitudine politica se paragonato a questa squallida compravendita di parlamentari messa in atto da Berlusconi". Tuttavia, aggiunge, "non basterà l'acquisto di qualche deputato per garantirgli la stabilità. Questo indegno commercio al massimo prolungherà l'agonia di questo governo che ha fatto solo danni. Il piazzista Moffa provi a fare i suoi commerci parlamentari per altri lidi, nell'Idv non ci sono parlamentari che si faranno comprare", conclude.
