Taranto, 7 gen. (Adnkronos) - ''E' evidente come nella disumana vicenda di Sarah manchino ancora alcuni importanti tasselli utili per ricostruire fedelmente la dinamica omicidiaria. Siamo convinti però che non sarà certo un'altra audizione dell'oscillante Misseri (Michele, ndr) a disvelarla''. Lo affermano, in una nota, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali della famiglia di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto ad Avetrana, in provincia di Taranto. Nei giorni scorsi la difesa di Sabrina Misseri, in carcere per concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, hanno presentato una richiesta al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Martino Rosati, per poter interrogare Michele Misseri nell'ambito di indagini difensive come prevede l'articolo 391 bis del Codice di Procedura Penale che dà al gip la facoltà di decidere o meno e ai pm e alla difesa la possibilità di esprimere un parere non vincolante. Ma la stessa Procura di Taranto potrebbe decidere di riascoltare autonomamente lo zio di Sarah. Per gli avvocati della famiglia della vittima sono ''troppe le mendaci esternazioni, le reticenze per ritenere verosimile che lo stesso (Misseri, ndr) dica, una volta per tutte, quello che sa, cristalizzando la propria condotta e quella di sua figlia Sabrina. Si tratta infatti di un omicidio domestico - aggiungono gli avvocati Biscotti e Gentile - dove la famiglia è il grembo del crimine. E' qui che va pertanto cercato il grimaldello che apra le porte della verità". "Auspichiamo un 'moto di coscienza' che induca quei familiari di Misseri che eventualmente abbiano avuto modo di apprendere, dal medesimo o da altri, il reale accadimento dei fatti a 'pulirsi' definitivamente la coscienza. Nessuna persona che dicasi onesta - concludono gli avvocati della parte lesa - può sopportare senza conseguenze un simile atroce fardello''.