Rivolta del couscous da Tunisi ad Algeri
Algeri, 7 gen. - (Adnkronos/Aki) - Alta tensione nel Maghreb: dopo la Tunisia anche l'Algeria è stata teatro di violente proteste contro il caro-vita e la disoccupazione dilagante in un clima di crescente rabbia e frustrazione delle fasce più deboli della popolazione. Violente sommosse ieri sera hanno scosso diverse città algerine per dire basta ai rincari dei beni di largo consumo, zucchero, grano e olio in testa. Il tutto mentre l'Egitto vive momenti di forte tensione interna, dopo l'attentato contro i cristiani copti dei giorni scorsi.
Nel quartiere Bab El Oued, ad Algeri, dozzine di giovani sono scesi in piazza esasperati dalla mancanza di lavoro e di alloggi. E non sono mancati atti vandalici contro negozi e auto nelle zone. La protesta che ha interessato anche le aree di Bordj El Kiffan, Bordj El Bahri, sempre nella capitale, si è poi estesa ad ovest del paese, Orano a Tipaza, Djelfa, Ouargla, Blida, passando per la Cabilia e arrivando alle città dell'est come Annaba e Costantina.
Nel quartiere di Bab al-Ouad, noto per essere in passato roccaforte del disciolto Fronte islamico di Salvezza (Fis), i manifestanti hanno inoltre tentato ieri di dare l'assalto al commissariato della zona e la polizia è stata costretta a sparare in aria per disperdere la folla, arrestando 20 giovani. Sono soprattutto gli ultimi rincari, che superano il 20% per zucchero e olio, a spingere giovani e disoccupati in piazza. Per evitare ulteriori rivolte le autorità algerine hanno notevolmente rafforzato la presenza delle forze dell'ordine nelle strade e rinviato le partite di calcio della prossima giornata di campionato.
Intanto oggi il ministero del Commercio algerino ha deciso di abolire la tassa introdotta di recente sui prodotti alimentari messi in commercio, che aveva causato un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, alla base della rivolta popolare. Secondo quanto ha reso noto l'agenzia di stampa ufficiale algerina, il provvedimento adottato dal governo dovrebbe riportare i prezzi dei generi alimentari ai livelli del passato e porre fine alle rivolte popolari dei giorni scorsi.
Ma i disordini in Algeria non appaiono un episodio isolato. La cosiddetta rivolta del couscous è infatti iniziata in Tunisia. Il paese nelle scorse settimane è stato teatro di manifestazioni di piazza, scioperi di categoria e arresti di blogger. Protagonisti della rivolta i giovani senza lavoro, con tanto di martire, il 26enne Mohamed Bouazizi, fruttivendolo ambulante che si era dato fuoco di fronte alla prefettura di Sidi Bouzid, una città nel centro del paese, dopo che la polizia gli aveva confiscato la merce. Laureato, Bouazizi non aveva mai trovato un lavoro all'altezza delle sue qualifiche da qui il senso di frustrazione ed il gesto estremo. Da Sidi Bouzid il movimento si era esteso ad altre regioni del centro e del sud ovest, fino a raggiungere le località del litorale orientale.
La Commissione europea ha espresso "preoccupazione" per le violente proteste e l'agitazione sociale che hanno avuto luogo in Tunisia e Algeria in questi giorni. In particolare, Bruxelles "deplora l'uso della violenza e la perdite di vite umane" e "chiede di non fare ricorso all'uso della forza e di rispettare le libertà fondamentali", ha affermato una portavoce del commissario all'allargamento Stefan Fuele. La Commissione, ricorda Bruxelles, ha "relazioni forti e in espansione con entrambi i paesi, che sono partner importanti nella regione del Mediterraneo", con cui si è impegnata a cooperare su un'ampia gamma di settori tra cui proprio il miglioramento della governance, della crescita economica e la creazione di posti di lavoro.
