Germania, Foodwatch denuncia: diossina da pesticidi usati in Asia e sud America
Berlino, 10 gen. (Adnkronos/Ign) - La diossina riscontrata nelle uova e nelle carni tedesche è stata provocata da pesticidi usati in Asia e in America del Sud. E' quanto denuncia Foodwatch, l'associazione tedesca dei consumatori che oggi ha incontrato a Berlino il ministro dell'Agricoltura tedesco, Ilse Aigner, per fare il punto sull’allarme diossina nei mangimi per animali che ha portato alla chiusura temporanea di migliaia di aziende avicole tedesche e, al momento, al blocco dell’import di carne tedesche da parte della Corea del sud.
L'associazione non ha però specificato se ha ottenuto queste informazioni dal governo o se vengono da test compiuti in proprio.
Una delle ditte produttrici, la Harles und Jentzsch, ha ammesso di aver usato degli acidi grassi, non destinato al consumo da parte degli animali, per la produzione dei propri mangimi. Foodwatch ha reso noto che da un test condotto sul mangime prodotto dalla ditta si è riscontrato la presenza di pentaclorofenolo (Pcp), un prodotto anti-muffa di cui la Germania ha vietato la produzione a partire del 1986 e la vendita dal 1989. Usato solitamente per proteggere il legname dai funghi, il Pcp è ancora usato - riporta ancora Foodwatch - nelle coltivazioni di soya in Asia e America del Sud.
Dal Governo, però, il portavoce del ministro dell'Agricoltura federale tedesco Ilse Aigner, Holger Eichele, ha replicato che quelle di Foodwatch sono al momento solo “congetture”. L'unica cosa che conta, ha aggiunto, è il rapporto ufficiale sugli esami di laboratorio, al momento non ancora completo.
Foodwatch ha reso noto inoltre che un altro campione di mangime conteneva 123 nanogrammi di diossina per chilogrammo, un livello 164 volte superiore ai limiti consentiti dalla legge, di 0,75 nanogrammi. Questi dati indicherebbero così una presenza molto maggiore di diossina di quella finora denunciata dalle stesse autorità sanitarie tedesche che avevano parlato di un livello di diossina 78 superiore rispetto alla soglia tollerata dall'uomo.
Secondo quanto è stato riportato nei giorni scorsi la ditta incriminata mischiava mangimi con alto contenuto di diossina con altri a basso contenuto, ottenendo così dei mix che rientravano entro i limiti legali. Il ministro ha detto che ha messo allo studio delle misure per rendere più severi i controlli e le concessioni di autorizzazioni alle ditte che producono i mix di mangimi.
Le autorità tedesche, intanto, hanno dato il cessato allarme per più della metà dei 5mila allevamenti a cui era stato vietato di vendere uova e carne di maiale. Secondo i responsabili Agricoltura della Bassa Sassonia il divieto era stato adottato per precauzione: alti livelli di diossina sono infatti stati ritrovati nelle uova provenienti da dieci allevamenti, i cui prodotti sono stati distrutti. Attualmente sono in totale1.635 gli allevamenti cui è ancora vietato di commerciare i propri prodotti.
L’allarme diossina in Germania rischia di avere contraccolpi nelle relazioni commerciali. Al momento di certo c’è la decisione della Corea del Sud di bloccare l’import per le carni suine e i pollami tedeschi. Una "reazione sproporzionata", ha commentato il portavoce del commissario Ue alla Salute e protezione dei consumatori John Dalli, precisando che "per quanto ne sa la Commissione, non c'è nessun altro paese terzo che abbia preso misure simili".
La Russia ha infatti annunciato una serie di controlli ma nessun bando all'import mentre viene smentito dal portavoce Frederic Vincent il blocco da parte della Slovacchia.
Quanto alla richiesta avanzata da Roma di inserire sulle etichette dei prodotti freschi il paese di provenienza, come era stato fatto per la carne bovina dopo l'emergenza caso "mucca pazza", il portavoce del commissario Ue ha affermato che Bruxelles "rifletterà sulla questione e vedrà se la cosa è fattibile".
