Sacra Corona Unita, estradato dall'Albania il boss Albino Prudentino: oggi in Italia
Lecce, 11 gen. - (Adnkronos/Ign) - Sarà in Italia, con un volo proveniente da Valona in Albania verso Roma-Fiumicino, il boss della Sacra Corona Unita, Albino Prudentino, estradato dopo essere stato colpito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso 29 settembre nel corso dell'operazione 'Calipso'. Condotta dai Reparti Operativi Speciali dei carabinieri, l'operazione ha smantellato i vertici della frangia brindisina della Scu e in particolare del noto clan dei mesagnesi egemoni in provincia di Brindisi. A scortarlo personale dell'Interpol.
All'arrivo nello scalo aeroportuale, a Prudentino, indagato per 'associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, con l'aggravante del metodo mafioso', verrà notificata da agenti della Polizia di Frontiera e da militari del Ros un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo salentino (provvedimento restrittivo confermato dal Tribunale del Riesame). Successivamente verrà trasferito in carcere a disposizione delle autorità giudiziarie che procedono.
L'operazione 'Calipso', condotta dal Ros, dal Comando Provinciale dei carabinieri di Brindisi e dalle forze speciali della Polizia Albanese, era scattata la mattina del 29 settembre fra le due sponde dell'Adriatico. Nove i presunti boss della Sacra Corona Unita catturati tra i quali uno localizzato in Thailandia. Quest'ultimo, monitorato costantemente dal Ros, era stato arrestato al suo rientro in Italia il giorno dopo all'aeroporto di Milano-Malpensa.
Il provvedimento cautelare era scaturito da un'indagine condotta fin dal 2007 sul clan Vitale di Mesagne, il cui capo era Antonio Vitale, detenuto in carcere, esponente di vertice della Sacra Corona Unita brindisina e diretta emanazione del capo storico Pino Rogoli. Tutti gli arrestati, fra i quali Prudentino, sono accusati di aver ricostituito, di fatto, la struttura di vertice della Sacra Corona fondata da Rogoli al quale continuavano a far riferimento. E' stato documentato, in particolare, il processo di riorganizzazione del clan, che aveva progressivamente esteso la sua influenza da Mesagne ai comuni limitrofi di Ostuni, Oria e Ceglie Messapica, imponendo nuove regole di rigida divisione territoriale, con un referente per ciascuna localita' e la delimitazione del raggio d'azione dei gruppi affiliati ai rispettivi territori.
Era stata inoltre esclusa la possibilità di reclutamento in aree diverse da quelle direttamente controllate, per evitare le tensioni verificatesi in passato. Il sodalizio aveva poi assunto un ruolo centrale nel traffico di cocaina, avvalendosi per gli approvvigionamenti di due autonomi canali in Piemonte e Calabria. La droga veniva successivamente distribuita con un'articolata rete di spaccio in Puglia ed Emilia Romagna.
E' stato accertato anche il coinvolgimento del sodalizio nel controllo di centri scommesse on-line e di sale da gioco, con l'imposizione di forniture di slot machine, da parte di Prudentino. Quest'ultimo, già inserito nella rete dei contrabbandieri affiliati alla Scu, è ritenuto responsabile, unitamente a Daniele Vicientino (latitante), anche di un'estorsione commessa ai danni dei titolari di una società di scommesse di Ceglie Messapica, costretti a versare all'organizzazione un importo annuo di 10mila euro.
Proprio Prudentino, localizzato a Valona da militari del Ros e da personale del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell'Interno, era stato arrestato nel corso di un'operazione congiunta, condotta da questi due organi insieme alle forze speciali albanesi, il 1° ottobre 2010. Poco dopo avrebbe inaugurato un casinò nella città di Valona.
L'indagine 'Calipso' ha confermato i rapporti di cooperazione tra i principali sodalizi mafiosi dell'area, funzionali soprattutto al controllo del traffico di stupefacenti, evidenziando come la Scu brindisina, allentati gli storici interessi nel contrabbando di tabacchi, abbia rimodulato le proprie strategie criminali, individuando anche nel settore del gioco lecito, nuove e remunerative fonti di guadagno.
