Tunisi, 11 gen. - (Adnkronos/Aki) - Sarebbe di 50 morti il bilancio degli ultimi tre giorni di scontri tra polizia e manifestanti nella città tunisina di Kasserine. Lo rivelano fonti sindacali tunisine alla tv satellitare 'al-Arabiya'. Secondo le fonti, le cui notizie non trovano conferme da parte delle autorità di Tunisi, le proteste contro la disoccupazione e il carovita di questi giorni hanno provocato un numero di vittime più alto rispetto a quello emerso nelle scorse ore. La radio tunisina 'Kalima' aveva lanciato un appello ieri da parte dell'ospedale di Kasserine che aveva bisogno di sangue per curare i feriti ricoverati dopo le proteste. La polizia tunisina intanto ha eseguito una serie di arresti nella città di Kasserine, poco dopo il discorso trasmesso ieri sera dalla tv di stato del presidente Zin el-Abidin Ben Ali sugli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti dopo la proteste contro la dilagante disoccupazione. Nel suo intervento Ben Ali ha detto che l'assalto di edifici pubblici e case private sono attacchi di tipo terroristico forse opera di elementi stranieri. Secondo quanto riferisce la radio locale 'Kalima', sono stati eseguiti dei blitz all'interno delle abitazioni dove vivevano i giovani che hanno guidato la protesta. In alcune di queste operazioni di polizia è stato usato anche il gas lacrimogeno. Secondo Muhammad al-Faridi, docente della scuola locale, sarebbero più di 10 i morti per gli scontri che si sono verificati solo ieri nella cittadina tunisina. "L'intifada di Sidi Bouzid non fa altro che mostrare il vero volto antidemocratico del regime tunisino", dice dal canto suo il leader dell'opposizione islamica in esilio, Rashid Ghannouchi. Intervistato dal quotidiano algerino 'el-Khabar', il leader del partito islamico al-Nahda, fuori legge in patria, ha risposto alle accuse lanciate ieri nel suo discorso dal presidente Ben Ali, che parlava di ingerenze straniere nelle proteste dei giorni scorsi. "Di straniero in Tunisia ci sono solo le basi militari occidentali aperte per difendere il regime - ha affermato - e ci sono gli investimenti nel turismo e in altri campi". Alla domanda del giornalista sulla possibilità che il riferimento a forze straniere riguardasse proprio al-Nahda, la cui sede in esilio è a Londra, ha risposto: "Noi siamo il suo obiettivo da sempre, perché siamo l'unica vera opposizione al regime sin dal 1989". Il leader islamico ha poi accusato il governo di essere "corrotto e di aver provocato con la sua politica la crisi economica del paese". Secondo Ghannouchi "prima ancora che si registrassero punte del 40 per cento di disoccupazione, per la popolazione il paese era diventato da tempo la tomba dei diritti umani".