Tunisia, '50 morti in tre giorni a Kasserine' Un altro disoccupato si suicida per protesta
Tunisi, 11 gen. - (Adnkronos/Aki) - Sarebbe di 50 morti il bilancio degli ultimi tre giorni di scontri tra polizia e manifestanti nella città tunisina di Kasserine. Lo rivelano fonti sindacali tunisine alla tv satellitare 'al-Arabiya'. Secondo le fonti, le cui notizie non trovano conferme da parte delle autorità di Tunisi, le proteste contro la disoccupazione e il carovita di questi giorni hanno provocato un numero di vittime più alto rispetto a quello emerso nelle scorse ore.
In una nota però il ministero dell'Interno di Tunisi parla di 4 persone morte ieri a Kasserine, facendo così salire a 18 vittime il bilancio ufficiale delle vittime delle violenze esplose nel paese nordafricano dall'inizio del nuovo anno. "Nella città di Kassrine si sono registrate violenze e incendi. Alcune persone armate di molotov e spranghe hanno assaltato le stazioni della polizia, che è stata costretta a difendersi", si legge nella nota. "Le forze dell'ordine - prosegue - hanno prima sparato colpi in aria ma il lancio di molotov si è intensificato, causando quattro morti tra i manifestanti e otto feriti tra gli agenti".
Intanto un altro laureato disoccupato si è ucciso. Allaa Hidouri, 23 anni, è morto dopo essersi arrampicato su un pilone dell'elettricità e aver volontariamente toccato un cavo dell'alta tensione. Il suicidio è avvenuto ieri nel villaggio di El Romrane, nella Tunisia centro orientale, lo stesso dove il 17 dicembre un giovane ambulante laureato, a cui era stata confiscata la merce, si è dato fuoco innescando una protesta estesasi progressivamente a gran parte del paese. Sempre a Romrane, un altro giovane disoccupato si è suicidato in pubblico toccando un cavo dell'alta tensione il 22 dicembre.
La radio tunisina 'Kalima' ha lanciato un appello ieri da parte dell'ospedale di Kasserine che ha bisogno di sangue per curare i feriti ricoverati dopo le proteste.
La polizia tunisina ha inoltre eseguito una serie di arresti nella città di Kasserine, poco dopo il discorso trasmesso ieri sera dalla tv di stato del presidente Zin el-Abidin Ben Ali sugli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti dopo la proteste contro la dilagante disoccupazione. Nel suo intervento Ben Ali ha detto che l'assalto di edifici pubblici e case private sono attacchi di tipo terroristico forse opera di elementi stranieri. Secondo quanto riferisce la radio locale 'Kalima', sono stati eseguiti dei blitz all'interno delle abitazioni dove vivevano i giovani che hanno guidato la protesta. In alcune di queste operazioni di polizia è stato usato anche il gas lacrimogeno. Secondo Muhammad al-Faridi, docente della scuola locale, sarebbero più di 10 i morti per gli scontri che si sono verificati solo ieri nella cittadina tunisina.
Nel frattempo Thala è stata posta sotto assedio dalla polizia. Secondo quanto rivelano alcuni residenti alla tv araba 'al-Jazeera', un ingente dispiegamento di forze di sicurezza sta presidiando tutte le arterie principali della città per impedire che si svolgano nuove manifestazioni di protesta. In particolare un mezzo della polizia ha attraversato le vie della citta' con l'altoparlante invitando i cittadini a rimanere in casa e annunciando il divieto di assembramenti. Mentre a Tunisi poliziotti hanno circondato la sede del sindacato dei giornalisti, con l'intento di impedire ai cronisti di uscire per evitare che scendano in strada e manifstino contro il governo. "Ci hanno circondati e ci impediscono di uscire - ha affermato - siamo circa un centinaio qui in sede e vogliamo manifestare contro le autorità che applicano la censura e ci impediscono di dare informazioni sulle proteste dei disoccupati". I giornalisti tunisini hanno proclamato uno sciopero in segno solidarietà con i disoccupati di Sidi Bouzid e delle altre città del paese nord africano.
"L'intifada di Sidi Bouzid non fa altro che mostrare il vero volto antidemocratico del regime tunisino", dice dal canto suo il leader dell'opposizione islamica in esilio, Rashid Ghannouchi. Intervistato dal quotidiano algerino 'el-Khabar', il leader del partito islamico al-Nahda, fuori legge in patria, ha risposto alle accuse lanciate ieri nel suo discorso dal presidente Ben Ali, che parlava di ingerenze straniere nelle proteste dei giorni scorsi. "Di straniero in Tunisia ci sono solo le basi militari occidentali aperte per difendere il regime - ha affermato - e ci sono gli investimenti nel turismo e in altri campi".
