Tunisia, proseguono gli scontri: 4 morti Violato il coprifuoco a Tunisi, una vittima
Tunisi, 13 gen. - (Adnkronos/Aki) - Nuovi scontri si registrano questa mattina in Tunisia tra polizia e manifestanti. Il primo bilancio parla di quattro morti tra i dimostranti. Secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeera', teatro delle violenze sono state le città di Menzel Bourguiba, a nord della capitale, e Biserta, a nordovest di Tunisi.
E' stata inoltre confermata la morte di un giovane, colpito ieri sera da colpi d'arma da fuoco della polizia nella periferia di Tunisi. La vittima si chiama Majdi Nasri e secondo alcuni suoi parenti sarebbe stato ucciso durante uno scontro tra manifestanti che violavano il coprifuoco e agenti di polizia.
Diversi colpi d'arma da fuoco sono stati avvertiti la scorsa notte nella periferia della capitale. E gli spari sarebbero stati sentiti proprio nei quartieri dove i giovani hanno deciso di violare il coprifuoco, scendendo in strada e provocando nuovi disordini. Una di queste zone è quella di Ettadhamen, dove due notti fa si sono registrate le prime violenze che hanno riguardato Tunisi. Secondo testimoni citati dai siti vicini all'opposizione, proprio in questa area è morto Nasri dopo essere stato raggiunto da un proiettile.
Secondo quanto riferiscono fonti dei sindacati tunisini alla tv araba 'al-Jazeera', solo ieri in diverse città del Paese sarebbero morte 14 persone. Oltre alle cinque vittime delle violenze a Douz, nel sud del Paese, si contano morti anche a Hammamet e a Sfax, dove c'è stata la più grande manifestazione di protesta dell'ultimo mese con 100mila persone in piazza.
L'esercito tunisino in ogni caso si sta ora ritirando dal centro di Tunisi. Le unità dell'esercito che ieri erano state posizionate in difesa dei punti chiave della città si stanno ritirando al di fuori del centro urbano. I militari erano stati posti a protezione delle sedi istituzionali nel timore che fossero prese d'assalto dai manifestanti. La tv araba, inoltre, rende noto che nella notte i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni ufficili pubblici e ad alcune auto usate dalle autorità in diversi quartieri della città. Le violenze si sono registrate nella zona di Marsa, nel sobborgo di Ettadhamoun e nell'area di al-Karama.
"Non crediamo alle promesse del presidente Zin el-Abidin Bel Ali e per questo andremo avanti con la protesta". E' con queste parole che il sindacalista Masoud Ramadani, dell'Unione generale del Lavoro di Kairouan, ha commentato alla tv araba 'al-Jazeera' la decisione di ieri del capo di Stato tunisino di rimuovere il ministro dell'Interno, dare vita a una commissione che indaghi sulla corruzione nel governo e scarcerare le persone arrestate nelle scorse settimane. "Come possono promettere di rilasciare i detenuti se gli arresti continuano?", si è chiesto Ramadani che aggiunge: "Queste promesse non ci bastano. Le pallottole non cambieranno la voglia del popolo di riforme. Ieri notte i giovani di Tunisi hanno continuato a girare per la città, non rispettando il coprifuoco, perché crediamo che quel provvedimento non sia stato preso nell'interesse del Paese. Chiediamo riforme sociali ed economiche".
Della stessa opinione si dice anche Bushra Bin Hamida, ex presidente dell'Associazione delle donne tunisine democratiche, che alla tv satellitare 'al-Arabiya' ha affermato di "non credere agli impegni assunti dal governo''. ''Hanno creato una commissione per indagare sulla corruzione, ma non sappiamo ancora chi ne farà parte - ha detto - e se davvero indagherà su quanto fatto dai membri dell'esecutivo".
Intanto il Parlamento tunisino si riunisce questa mattina per discutere della crisi in corso nel Paese. Secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', i deputati hanno convocato una seduta straordinaria su richiesta del presidente Zin el-Abidin Ben Ali. Il Parlamento è chiamato ad adottare provvedimenti in campo economico e sociale contro il carovita e la disoccupazione.
