Roma, 13 gen. - (Adnkronos/Ign) - E' scontro nel Pd, riunito in direzione: il leader Pierluigi Bersani nel suo intervento chiede un voto sulla sua relazione e i veltroniani di Modem annunciano che voteranno contro. Una scelta criticata con forza da Gianclaudio Bressa, esponente di Area dem, che invita coloro che non sono d'accordo con il segretario a dimettersi dagli incarichi di partito. Non si fa attendere la replica di Fioroni e Gentiloni, rispettivamente responsabile Welfare e Comunicazioni del Pd, che annunciano l'intenzione di rimettere il loro mandato. Alla fine, la minoranza decide di non partecipare al voto sulla relazione di Bersani e la Direzione si chiude con 127 voti a favore, 2 contro e 2 astenuti. La decisione di Movimento democratico evita così la 'conta' in Direzione. I due astenuti sono Sandra Zampa e Giulio Santagata. L'area che fa riferimento a Ignazio Marino ha invece deciso di sostenere il segretario. I voti contrari alla relazione del segretario sono stati due e sono arrivati dai delegati calabresi che avevano presentato una petizione per le primarie. Gli astenuti sono stati due, i prodiani Sandra Zampa e Giulio Santagata. "I prossimi mesi decideranno per i prossimi anni. Sono alla ricerca del massimo di unita' visto il passaggio delicato, ma serve anche chiarezza e chiedero' che la Direzione assuma responsabilita' attraverso un voto" ha detto Bersani aprendo la direzione. "Il Pd - ha aggiunto il segretario - si metta alla guida della riscossa italiana o il Paese si disgrega". Bersani poi affronta la vicenda Fiat . "Non possiamo affrontare il problema come se fossimo delle tifoserie di Inter o Milan". Il leader democratico ha proseguito: "E' incredibile la solitudine a cui sono stati lasciati i lavoratori e i sindacati in un Paese in cui le stock option galoppano, l'evasione e' al massimo, le riforme professionali sono state affidate agli ordini professionali". Bersani non ha risparmiato critiche al premier: "Ieri Berlusconi avrebbe dovuto farsi spiegare dalla Merkel come ha gestito la crisi dell'auto e della Opel, Obama e Sarkozy hanno fatto lo stesso, solo Berlusconi e' stato con la mani conserte". Il segretario del Pd affronta quindi il nodo delle alleanze ribadendo di volersi rivolgere alle ''forze di sinistra e di centrosinistra'' e alle forze ''di centro e che si dichiarino di centro'', ma ''ovviamente il Pd non e' interessato invece a forze impegnate nella ristrutturazione del centrodestra''. Bersani quindi si rivolge alla minoranza interna: ''Chi si sottrae a questa responsabilita' spieghi, non a noi ma al Paese, che cosa altro serve. I tempi stringono e bisogna essere chiari, e questo riguarda anche il Pd. Tutte le proposte sono perfezionabili e migliorabili. Se si intende contestarle bisogna presentarne altre e che si capiscano''. Sulle primarie, il segretario Pd assicura che ''l'idea e' di riformarle per preservarle''. ''Quelle che ci sono si fanno. Non capisco gli appelli che ricevo a non cancellare le primarie. Non ho mai pensato una cosa del genere''. La decisione però di mettere ai voti la relazione del segretario non è piaciuta alla minoranza guidata da Veltroni. ''Bersani non ci ha convinto e quindi non condividiamo la sua relazione'' afferma Paolo Gentiloni annunciando inizialmente il voto contrario da parte della minoranza critica di Movimento democratico di cui fanno parte Walter Veltroni e Beppe Fioroni. ''Ci aspettavamo posizioni piu' chiare -prosegue Gentiloni- a partire dalla questione del giorno, ovvero la Fiat, fino alle alleanze. Senza alcuna polemica, per questi motivi, non ci sentiamo di condividere la relazione di Bersani. Non la voteremo''. Anche Fioroni critica la relazione di Bersani per la posizione sulla Fiat: "Io sono pienamente d'accordo con Fassino ma Fassino ha detto cose ben diverse da Bersani. Se lo avesse fatto anche il segretario avrei votato la sua relazione". L’appello conciliatorio del numero due del Pd Enrico Letta – che ha detto di auspicare la vittoria del sì al referendum di Mirafiori – alla fine riesce ad ammorbidire la minoranza, che rinuncia a votare contro e decide di non partecipare. L'esito della votazione comunque viene accolto positivamente dal segretario del Pd. "Sono molto contento e soddisfatto perche' alla fine, con grande nettezza, e' venuto fuori un partito che si prende le responsabilita', che propone un progetto al Paese con l'ambizione di mettersi alla testa di una riscossa del Paese" ha concluso Bersani.