Roma, 13 gen. (Adnkronos/Ign) - Maggioranza all'attacco dopo la parziale bocciatura della legge sul legittimo impedimento da parte della Corte Costituzionale. ''Oggi la Consulta ha stabilito la superiorità dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico - dichiara il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi -, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all'esercizio della responsabilità politica e istituzionale. Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini non solo della nostra Costituzione, ma dei principi fondamentali di ogni ordine democratico''. Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, "è una sentenza che conferma il principio, contenuto nella legge, che l'esercizio della giurisdizione deve tenere conto della funzione di governo". "Siamo convinti - aggiunge il Guardasigilli - che il principio di leale collaborazione spingerà i giudici a non tradire lo spirito di questa sentenza". Duro il commento del Carroccio. ''Dalla Corte Costituzionale non c'era da aspettarsi altro - affermano in una dichiarazione congiunta i capigruppo della Lega di Camera e Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo -: sapevamo benissimo che la maggioranza dei giudici della Corte ha un atteggiamento ostile nei confronti dei provvedimenti voluti da questo governo. Ma non c'è sentenza della magistratura che può bloccare l'azione dell'esecutivo". ''Il cammino delle riforme - assicurano - prosegue con i tempi e i modi già stabiliti e per la Lega non cambia nulla''. Per Gaetano Pecorella , ex legale di Silvio Berlusconi, la decisione della Consulta dimostra che "ormai le leggi le scrive la Corte Costituzionale". Interpellato dall'ADNKRONOS, Pecorella osserva: "mi pare una decisione che finisce per lasciare nelle mani del giudice la decisione sui tempi dell'attività politica". Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, assicura: ''La decisione della Corte Costituzionale non avrà ripercussioni su un premier che per tre volte in tre anni è stato scelto dalla maggioranza degli italiani''. Plaude invece alla decisione della Consulta la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti: ''Le anticipazioni sulle motivazioni della Corte smontano sostanzialmente l'impianto della legge ''. ''Da quanto si apprende - prosegue - tutto viene riportato nell'alveo dei principi costituzionali riattribuendo ai giudici la valutazione concreta del legittimo impedimento anche per chi ricopre incarichi di governo e bocciando il meccanismo automatico di rinvio che era stato introdotto con questa legge''. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta: "Grande rispetto per le sentenze della Corte Costituzionale. Ritengo inaccettabili - aggiunge -, e spero che possano essere corrette, le prime dichiarazioni del Pdl e della Lega che attaccano la Corte". Per Antonio Di Pietro la Corte costituzionale, pur riconoscendo la illegittimità di diverse norme, ''ha fatto rientrare dalla finestra quel che essa stessa ha messo fuori dalla porta e cioè che il presidente del Consiglio possa svolgere qualsiasi attività consequenziale e coessenziale alle funzioni di governo e questo consiste in legittimo impedimento". "Per questa ragione - conclude l'ex pm - il referendum è l'unica arma a disposizione dei cittadini per bocciare una legge ancor più illegittima, perché lo dice la Corte costituzionale, ma soprattutto immorale". Mentre il leader Udc Pier Ferdinando Casini, osserva: "Se gli emendamenti dell'Udc, anche quelli soppressivi, al testo sul legittimo impedimento, fossero stati approvati, la legge sarebbe stata approvata''. "Le decisioni - ha affermato - si rispettano tutte, è ovvio. Purtroppo non siamo stati ascoltati: la maggioranza e il governo, bocciando in nostri emendamenti su punti specifi hanno costretto la Corte Costituzionale ad intervenire per eliminare le evidenti forzature del testo". Giulia Bongiorno (Fli), presidente della commissione Giustizia della Camera nota come ''con la sua decisione, la Corte incide sicuramente su un aspetto qualificante del legittimo impedimento''. ''Avevamo sollecitato durante i lavori parlamentari - ricorda - una approfondita riflessione che evidentemente è mancata''. Soddisfatto il portavoce della Federazione della sinistra, Oliviero Diliberto, per il quale la sentenza ''ristabilisce un valore fondamentale, e cioè il principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge''. ''Ora Berlusconi ha un obbligo di fronte a tutto il Paese: la smetta di inventarsi leggi ad personam ed affronti i suoi processi", conclude.