Roma, 13 gen. (Adnkronos) - Pena ridotta da 7 a 4 anni di reclusione, in appello, per Alessandro Sardelli, conosciuto come 'Svastichella' il quale il 12 agosto del 2009 ferì gravemente un giovane gay che si stava baciando nei pressi del gay village dell'Eur con il compagno. In primo grado il 13 gennaio dello scorso anno Sardelli, che è stato difeso dall'avv. Riccardo Radi, fu condannato a 7 anni di reclusione perché ritenuto seminfermo di mente, per i reati di tentativo di omicidio, lesioni e porto abusivo di arma impropria. Oggi ai giudici della prima Corte d'Appello presieduta da Eugenio Mauro, il procuratore generale Elisabetta Cennicola aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado anche se una perizia medico legale ha ritenuto la ferita inferta al giovane gay non mortale. Nel processo si era costituito parte civile il Comune di Roma. L'aggressione avvenne verso le 4 di notte. Sardelli, che fu rintracciato e arrestato il 25 agosto del 2009 ferì gravemente con un coccio di bottiglia il giovane che fu costretto ad essere ricoverato per diverso tempo in ospedale. Il ferimento avvenne al termine di un furioso battibecco. Dino, il ragazzo vittima dell'aggressione si chiede "cosa aspetti il Parlamento ad approvare una legge. Sono indignato di fronte a quei politici che dicono di voler combattere la violenza e poi non fanno nulla. Dovrebbero vergognarsi, 4 anni per un tentato omicidio non sono nulla, considerando anche che - aggiunge - difficilmente otterrò il risarcimento del danno, essendo l'aggressore nullatenente". ''Pur rispettando l'autonoma decisione dei giudici della Corte d'Appello - commenta in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - non possiamo non rimanere profondamente perplessi di fronte a questa sentenza perché riduce a 4 anni una condanna per tentato omicidio''. ''Tutto questo non sarebbe successo se in Italia esistesse una norma che preveda un'aggravante per omofobia - conclude Alemanno - Credo che il Parlamento debba fare una riflessione al di là degli schieramenti politici, per vedere di approvare questa norma''. Per l'avvocato Daniele Stoppello, responsabile dell'Ufficio Legale di Gay Help Line "se ci fosse stata una legge che punisce l'omofobia, la pena non sarebbe mutata e questo mostra la grave lacuna presente nel nostro ordinamento che non punisce la violenza ai danni delle persone lesbiche, gay e trans''. "La riduzione della pena perché sono state applicate le attenuanti generiche ci amareggia - aggiunge Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile di Gay Help Line - perché non è accettabile che in Italia una persona venga condannata a quattro anni per tentato omicidio perché non c'è una legge che punisce la violenza contro lesbiche, gay e trans. Di fronte a una sentenza di questo tipo la nostra classe politica non può permettersi di restare in silenzio e non approvare al più presto una legge utile e severa".