Roma, 14 gen. (Adnkronos) - "Non mi aspettavo nulla di diverso. D'altra parte il legittimo impedimento non l'ho voluto io ma i miei collaboratori". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ospite de 'La Telefonata' su Canale 5. Per il premier, la decisione "non e' nulla di traumatico" e comunque il legittimo impedimento c'e' in tutte le democrazia piu' avanzate". "Non si puo' dire" se la sentenza di ieri della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, che pure "ha migliorato la situazione precedente", ridurra' la conflittualita' con la magistratura, afferma Berlusconi, che prevede: "Non sara' cosi' facile per i miei difensori ottenere un atteggiamento benevolo dai magistrati". "Sanno tutti -aggiunge- che e' in atto una persecuzione politica da parte dei magistrati di sinistra, articolata in piu' di 100 procedimenti su di me e il mio gruppo. I miei difensori sono stati impegnati in 2560 udienze, con piu' di mille magistrati, con un costo per me di oltre 300 milioni di euro in avvocati e consulenti". "Ho avuto 10 assoluzioni e 13 prescrizioni - prosegue il premier - Se non ho avuto le sentenze prima della prescrizione vuol dire che le tesi dell'accusa non erano cosi' convincenti". Il Cavaliere ribadisce che "se nei collegi giudicanti" vi saranno solo giudici di sinistra allora "andro' in televisione e sui giornali a spiegare di cosa si tratta", ossia di accuse infondate come d'altronde, ricorda, "ho giurato sui miei figli e sui miei nipoti". Berlusconi si dice certo, pero', che "non si possono trovare giudici che oseranno dare una condanna su fatti che non esistono". Per il premier, "la decisione della Consulta e' ininfluente" rispetto alla maggioranza e alla tenuta del governo. "Il governo -ha aggiunto- andra' avanti. L'Italia di tutto ha bisogno, tranne che di elezioni anticipate". Berlusconi affronta anche la vicenda Fiat. "Penso che al referendum prevarra' con percentuale elevata il si', ossia il buonsenso". Il premier ha sottolineato di aver detto cose "dettate dalla mia esperienza" e si tratta di un "accordo emblematico di cio' che serve in Italia per tenere aperte le fabbriche e per non chiuderle". Sulla vicenda, il premier ha detto che la sinistra "ha perso l'opccasione mostrare di avere una cultura socialdemocratica" e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani dovrebbe sentire il consiglio del sindaco democratico di Torino che ha appoggiato l'intesa. In conclusione, Berlusconi ha sottolineato che "appoggiamo Marchionne e i sindacati che hanno mostrato senso di responsabilita' nazionale".