Tunisi, 14 gen. - (Adnkronos/Aki) - "La creazione di un nuovo governo di unità nazionale è un'ipotesi possibile". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri del governo di Tunisi, Kamel Morijane, citato dalla tv satellitare 'al-Arabiya'. Il capo della diplomazia tunisina non esclude quindi che l'opposizione possa entrare nell'esecutivo e considera questa eventualità come "una cosa normale". Ieri era stata la leader dell'opposizone, May Eljeribi, a chiedere "che si formi subito un nuovo governo di unità nazionale che si occupi dei temi più urgenti". In un'intervista ad AKI, il segretario generale del Partito democratico progressista, ha poi chiesto che "il governo garantisca subito il ritiro dell'esercito dalle città, la scarcerazione dei manifestanti arrestati, il ritorno alla calma ed elezioni anticipate, in modo da scegliere un Parlamento che rappresenti davvero il popolo ed esaudisca le sue richieste". Intanto, dopo giorni di scontri in tutto il Paese, nonostante le promesse fatte ieri sera dal presidente Zin el-Abidin Ben Ali, a Tunisi è in corso una manifestazione pacifica davanti alla sede del ministero dell'Interno. Alcune centinaia di persone lanciano slogan contro l'operato del ministero, definito "terrorista". La polizia tuttavia non interviene e non si registrano scontri. E' inoltre in corso, sempre a Tunisi, uno sciopero proclamato dai sindacati. Il presidente tunisino aveva ordinato ieri alla sicurezza di non reprimere le manifestazioni. Secondo il giornalista tunisino Ahmad al-Hadhari, direttore del quotidiano 'al-Horria', in ogni caso "questa mattina i negozi sono aperti". E le strade della capitale, come promesso ieri da Ben Ali, sono sgombre dalla presenza di polizia ed esercito e al momento non si registrano violenze. Sono inoltre tornati accessibili in Tunisia i siti web che erano stati bloccati dalle autorità. Dailymotion e Youtube sono diventati di nuovo visibili per gli internauti tunisini poco dopo che Ben Ali ha promesso ieri sera "la libertà totale" dell'informazione e il libero utilizzo di Internet. Accessibile anche, dopo mesi di blocco, il sito del quotidiano francese 'Le Monde'. Una mossa che è subito stata accolta con gioia su blog e social network. In rete cominciano a trovarsi anche copie digitali di un libro finora oggetto di censura, 'La regente de Carthage', dei giornalisti francesi Nicolas Beau e Catherine Graciet, in cui si denuncia come la moglie di Ben Ali, Leila Trabelsi, e la sua famiglia controllino i settori chiave dell'economia del paese. Per la prima volta, inoltre, la tv pubblica 'Tunis 7' ha potuto invitare in studio il presidente della Lega tunisina per i diritti umani, Mokhtar Trifi, e l'islamico moderato Salaheddine Jourchi, esponente dell'opposizone. In supporto dei manifestanti è arrivata anche al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), che con un nuovo video diffuso sul web ha invitato la popolazione a rovesciare il regime di Ben Ali. Nel video di 13 minuti, individuato sul web da Site, servizio Usa di monitoraggio dei siti islamisti, Abu Musab Abdul Wadud, leader di Aqmi, chiede ai manifestanti: "Mandate i vostri figli da noi per ricevere formazione all'uso delle armi e fare esperienza militare". Abul Wadud ha poi chiesto ai tunisini di mobilitarsi in tutto il paese per far cadere "il regime corrotto, criminale e tirannico" di Ben Ali, portando all'affermazione nel paese della shaaria, la legge islamica''. ''Sono passati 23 anni da quando il dittatore è al potere in Tunisia - afferma il terrorista, il cui vero nome è Abdul Malik Droukedel - il criminale Ben Ali è rimasto al potere nonostante vi torturasse e nonostante la sua corruzione. Ora è venuta questa intifada di Sidi Bouzid, che è una voce che rompe il silenzio che ha coperto a lungo Tunisi e Keirouane".