Caso Ruby, Berlusconi indagato a Milano. Notificato al premier l'invito a comparire
Milano, 14 gen. (Adnkronos/Ign) - Nuova accusa contro il premier Silvio Berlusconi. I procuratori aggiunti di Milano Ilda Boccassini e Pietro Forno hanno notificato un invito a comparire al presidente del Consiglio indagato per il caso Ruby, la giovane marocchina che partecipò ad alcune feste nella villa del premier e che, dopo essere stata fermata dalla polizia, fu consegnata alla consigliera regionale Nicole Minetti dopo un intervento di palazzo Chigi. Silvio Berlusconi è indagato dal 21 dicembre scorso, come ha precisato una nota diffusa in tarda mattinata dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, per utilizzo della prostituzione minorile e per concussione. Questa seconda accusa riguarda la telefonata con cui la scorta del Cavaliere chiese, nella notte, ai vertici della questura milanese di consegnare la minorenne alla consigliera Minetti.
L'accusa di utilizzo della prostituzione minorile è punita con il carcere fino a tre anni. Il leader del Pdl, secondo la Procura, non solo avrebbe avuto dunque rapporti con la marocchina, che pubblicamente ha sempre negato di essersi appartata con il premier, ma sarebbe stato consapevole di trovarsi di fronte a una minorenne. I fatti, secondo gli inquirenti, si sarebbero consumati tra il febbraio e il maggio dello scorso anno. Fino a quando, cioè, in seguito a una segnalazione, Ruby venne condotta in Questura.
Perquisizioni sono in corso in tutta Italia. A Milano la polizia ha bussato agli uffici della Minetti, che appena pochi giorni fa aveva ricevuto la comunicazione di non essere indagata, e che ora si ritrova accusata di utilizzo di prostituzione minorile. Perquisizione 'fallita', invece, negli uffici di Giuseppe Spinelli, il 'cassiere' storico di Berlusconi, non indagato, che avrebbe spiegato agli inquirenti che i locali oggetto della perquisizione sono di pertinenza della segreteria politica del premier.
Nel procedimento Karima el Mahroug detta Ruby risulta parte offesa. La ragazza, dice il suo difensore, l'avvocato Massimo Dinoia, non è stata più ascoltata dagli inquirenti milanesi dall'ottobre dello scorso anno. Il legale precisa come le testimonianze della sua giovane assistita si siano interrotte da mesi. Questo particolare fa ipotizzare che gli inquirenti abbiano raccolto informazioni sul premier successivamente da altri testi. Il nome di Berlusconi, infatti, è stato iscritto nel registro degli indagati il 21 dicembre. Altre persone, quindi, avrebbero parlato di feste nella villa del premier alla presenza della giovane marocchina all'epoca minorenne.
Per il pm del Tribunale dei Minori Anna Maria Fiorillo, il magistrato che si occupò del caso Ruby la notte tra il 27 e il 28 maggio dello scorso anno, ''è molto importante che si faccia chiarezza sul ruolo che l'autorità giudiziaria ha svolto nel corso degli eventi sia successivamente nella ricostruzione dei fatti". Questo Anna Maria Fiorillo lo dice in particolare in riferimento alla richiesta da lei avanzata al Csm "di chiarimenti su quanto il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva dichiarato in Parlamento, quando descrisse una situazione di assoluta legalità sulla base di quanto emergeva dalle indagini milanesi". Il Csm, secondo le ultime notizie, avrebbe archiviato il caso Fiorillo-Maroni anche se, dice oggi il magistrato milanese "a me non risulta ancora nessuna archiviazione. Comunque l'importante, per quella che è la mia posizione, è che si apra un dibattito e si discuta".
"Non so nulla, tranne quello che ho appreso dalle agenzie e dai giornali - dichiara Emilio Fede all'Adnkronos - Ribadisco che non ho mai presentato Ruby a nessuno, l'ho incontrata due volte per caso, una volta per un concorso di bellezza e poi l'ho rivista in un ristorante, ma sicuramente non l'ho mai presentata a Berlusconi". "Nessuno è venuto a perquisire niente da me - conclude il direttore del Tg4 - da quello che so, sono andati da Lele Mora e da Nicole Minetti".
E' una girandola di reazioni. Di ''consueto e logoro copione, fatto di fughe di notizie e di accuse inverosimili'' parla Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. Analogamente per il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ''è un film che si ripete per l'ennesima volta secondo un preciso disegno''. ''Il premier è chiaramente oggetto di persecuzione da parte di alcune procure - dice il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - La giustizia a orologeria è ormai una triste consuetudine a cui gli italiani sono abituati''.
"Non abbiamo nulla da commentare, ci stiamo occupando di politica, queste non sono vicende politiche. Ci sono perquisizioni in corso, notizie frammentarie, non abbiamo nulla di concreto. Le conseguenze politiche andranno valutate quando sarà chiaro il quadro" taglia corto il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino.
Ci va giù duro invece Antonio Di Pietro. "E' la Procura che perseguita Berlusconi o è Berlusconi che perseguita se stesso"? si chiede il leader dell'Italia dei Valori, sottolineando che bisogna dare "atto alla procura di Milano che ha aspettato la decisone della Consulta per non influenzare l'opinione pubblica".
"Rispetto per le indagini ma per favore ci vengano risparmiati mesi di avvitamento dell'Italia sui problemi di Berlusconi - afferma Pierluigi Bersani commentando gli ultimi sviluppi del caso Ruby - Un premier in fuga dal paese e da se stesso, perché non c'è più un governo e lui è costretto ogni giorno ad aggirare sue responsabilità vere o presunte, non possiamo permettercelo".
