Città del Vaticano, 14 gen. (Adnkronos) - I consultori si assumano il compito di aiutare le donne a non abortire. ''L'elevato numero di aborti che vengono praticati nella nostra Regione - ha detto Benedetto XVI incontrando questa mattina gli amministratori di Roma e del Lazio guidati da Renata Polverini, Gianni Alemanno e Nicola Zingaretti - non può lasciare indifferenti. La comunità cristiana, attraverso numerose 'Case famiglia', i 'Centri di Aiuto alla Vita' e altre analoghe iniziative, è impegnata ad accompagnare e dare sostegno alle donne che si trovano in difficoltà nell'accogliere una nuova vita''. Ma ''le pubbliche Istituzioni - ha aggiunto Ratzinger - sappiano offrire il loro sostegno affinché i Consultori familiari siano in condizione di aiutare le donne a superare le cause che possono indurre ad interrompere la gravidanza''. ''A questo proposito - ha detto ancora il Papa - esprimo il mio apprezzamento per la legge vigente nella Regione Lazio che prevede il cosiddetto 'quoziente familiare' e considera il figlio concepito quale componente della famiglia, ed auspico che tale normativa trovi piena attuazione. Sono lieto che la città di Roma abbia già avviato il suo impegno in tale direzione''. Poi l'appello per le politiche di sostegno in favore della famiglia. ''Cellula originaria della società è la famiglia, fondata sul matrimonio tra l'uomo e la donna'' ha detto il Papa, che ha aggiunto: ''E' nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. E' nella famiglia che si imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l'accoglienza dell'altro''. Il Pontefice ha quindi chiesto l'impegno delle amministrazioni pubbliche a realizzare strutture destinate all'infanzia come gli asili nido, anche a gestione familiare, per aiutare ad avere figli. ''Tante coppie desidererebbero accogliere il dono di nuovi figli - ha detto il Papa - ma sono spinte ad attendere. Per questo è necessario sostenere concretamente la maternità, come pure garantire alle donne che svolgono una professione la possibilità di conciliare famiglia e lavoro''. ''Troppe volte infatti - ha aggiunto - esse sono poste nella necessità di scegliere tra i due''.