Roma, 14 gen. (Adnkronos) - Un milione di euro di risarcimento per la famiglia Cesaroni. E' questa la richiesta arrivata al termine della requisitoria, davanti alla Terza Corte d'Assise, dall'avvocato Lucio Molinaro, legale di parte civile di Anna Di Giambattista, madre di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa il 7 agosto 1990 in un appartamento di via Poma, a Roma. Simonetta fu uccisa con 29 coltellate negli uffici romani dell'associazione degli Ostelli della gioventù. Centomila euro sono stati invece richiesti, nel corso dell'udienza, a titolo di risarcimento dall'avvocato Andrea Magnanelli, legale di parte civile del Comune di Roma. ''La somma - ha ribadito l'avvocato - verrà destinata a fini di sicurezza per Roma Capitale''. Presente in aula Raniero Busco, accompagnato dalla moglie, per il quale il pm Ilaria Calò ha chiesto l'ergastolo. Gli avvocati delle parti civili si sono associati alla richiesta di condanna all'ergastolo. A prendere per primo la parola nel corso dell'udienza è stato l'avvocato Lucio Molinaro. Il legale nel corso delle conclusioni delle parti civili ha ripercorso le tappe salienti dal delitto fino al processo sottolineando che ''in tutti questi anni poco si è parlato della vittima''. Molinaro ha ricordato le peregrinazioni settimanali in Procura insieme al padre della ragazza uccisa per contribuire a scoprire il responsabile del delitto. ''Un delitto - ha detto il legale - atroce che ha visto come vittima una ragazza martoriata senza colpe: uno dei delitti più gravi e disgustosi del secolo''. Il legale della madre di Simonetta Cesaroni è tornato sulla vicenda di Pietro Vanacore: ''Tutti i morti - ha proseguito Molinaro - vanno rispettati ma non le loro azioni quando non sono state rivolte al bene''. Come l'avvocato Lucio Molinaro anche il legale di parte civile del Comune di Roma Andrea Magnanelli ha ribadito l'importanza delle prove scientifiche definendole serie e convincenti. ''Noi dobbiamo ringraziare - ha sottolineato Magnanelli - chi in questi anni ha continuato ad indagare per dare un volto all'assassino di Simonetta Cesaroni. E' stato un processo duro, difficile, un'esperienza fortissima, con le immagini della vittima martoriata, istantanee indelebili''. Ma ''questo processo andava celebrato senza se e senza ma, per rendere giustizia a Simonetta''. ''Non ci può essere pietà, perdono, grazia senza giustizia, senza l'accertamento della verità. Così come non ci può essere oblio o dimenticanza'', ha detto l'avvocato. Al termine delle conclusioni degli avvocati di parte civile Raniero Busco ha lasciato l'aula senza rilasciare dichiarazioni. Questa mattina, in avvio di udienza, l'avvocato Molinaro ha rivolto alla Corte la richiesta, da lui stesso definita inusuale, di un minuto di raccoglimento per Simonetta. La Corte rispondendo che non è previsto si è ritirata per un minuto. Le altre parti presenti in aula, inclusa la difesa di Busco, non si sono opposte alla richiesta e così l'avvocato ha potuto ottenere il minuto di silenzio.