Tunisi, 15 gen. (Adnkronos/Ign) - Il presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Ali è fuggito in Arabia Saudita. Lo hanno confermato le autorità di Riad dopo che il suo aereo è atterrato a Gedda. "Abbiamo accolto Sua Eccellenza Ben Ali e la sua famiglia nel regno", riferisce un comunicato del governo citato dall'agenzia stampa ufficiale Saudi Press Agency. Il governo saudita, si legge ancora, "augura sicurezza e stabilità al caro paese" ed è a fianco del "popolo tunisino". Intanto è tornata la calma questa mattina nel centro di Tunisi, dove non si registrano manifestazioni né scontri. Secondo la tv satellitare 'al-Arabiya', le autorità hanno riaperto l'aeroporto e lo spazio aereo della capitale. Manifestazioni di protesta contro il nuovo presidente ad interim, il premier uscente Mohammed Ghannouchi, sono iniziate invece in diverse città del sud della Tunisia. "Avvierò oggi consultazioni con tutti i partiti e solo dopo annuncerò la data delle prossime elezioni" ha annunciato Ghannouchi alla tv araba 'al-Jazeera'. "Tra oggi e domani vedrò i rappresentanti di tutti i partiti", ha spiegato, non escludendo di incontrare anche i capi dei partiti di opposizione. Il neo presidente non ha nemmeno escluso che i familiari di Ben Ali vengano arrestati: "Abbiamo per ora assunto provvedimenti preventivi per permettere alla commissione sulla corruzione di indagare e assumersi le sue responsabilità". Ghannouchi ha promesso di far luce sui responsabili dei saccheggi. "La commissione nazionale creata per indagare su quanto sta accadendo dovrà scoprire chi c'è dietro queste bande che rubano e devastano i negozi e le case delle persone - ha affermato - Chiedo al popolo di intervenire, perché è necessario far tornare la calma nel paese. Sono inaccettabili i furti e le razzie, ma credo anche che i media diffondano notizie allarmanti per buttare benzina sul fuoco". Infine, parlando del timore di alcuni gruppi di opposizione di un possibile ritorno del presidente deposto, Ghannouchi ha assicurato: "E' escluso che Zin el-Abidin Ben Ali possa tornare in patria come presidente". A Tunisi tensioni e disordini sono proseguiti nella notte malgrado la dichiarazione dello stato d'emergenza e la fuga all'estero di Ben Ali. Testimoni hanno riferito che la stazione centrale ferroviaria di Tunisi è stata incendiata. Anche supermercati ed edifici residenziali sono stati saccheggiati e dati alle fiamme e un ospedale è stato attaccato. Numerosi testimoni citati dai media francesi affermano che i saccheggi e le violenze sono commessi da miliziani del partito del presidente, il Rassemblement constitutionel democratique (Rdc), furiosi per la fuga all'estero di Ben Ali. I miliziani si spostano in bande, con il volto coperto, alcuni armati di bastoni e spade. Saccheggi e violenze sono stati riportati anche nella città di Biserta a nord, Kairouan nel centro e Gafsa nel sud. Dopo gli ultimi avvenimenti nel Paese, l'Unione Europea ha ribadito la sua "disponibilità a contribuire a trovare soluzioni democratiche durature". "Stiamo seguendo con la massima attenzione gli eventi", hanno detto in una nota l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, e il commissario all'Allargamento, Stefan Fule, "vogliamo esprimere il nostro sostegno al popolo tunisino e alle loro aspirazioni democratiche, che devono essere realizzate in modo pacifico".