Messina, 15 gen. (Adnkronos) - "La credibilità della nostra democrazia è cresciuta grazie anche ai successi contro il terrorismo prima e cosa nostra dopo. Se la qualità della democrazia è aumentata, lo si deve anche all'impegno di tanti servitori dello Stato, ma all'interno anche del martirologio dei servitori dello Stato il ruolo della magistratura è stato ed è di prim'ordine". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini intervenendo al Palazzo di Giustizia di Messina ad un incontro con i vertici del Tribunale e l'Avvocatura. Assente il procuratore capo Guido Lo Forte, rappresentato dal sostituto anziano. Senza fare alcun riferimento all'attualità politica, Fini ribadisce l'importanza del "ruolo dei magistrati''. "Dimenticarlo - ha detto - è fare torto a un impegno e ad un sacrificio". Fini, durante il suo intervento, ha ribadito la necessità "di una corale assunzione di responsabilità. Se non si insiste nel funzionamento della giustizia le riforme a costo zero non servono a nulla e sono foriere di altre complicazioni". E per trovare una soluzione ai problemi della giustizia bisogna "lavorare insieme e non dividersi. E' necessario che maggioranza e opposizione indichino uno o due obiettivi strategici". Fini ha, quindi, elencato una serie di dati, a partire dal numero di violazioni riscontrate dalla Corte europea dei diritti umani negli ultimi 50 anni per l'eccessiva lunghezza dei processi. "In Spagna sono state riscontrate 11 violazioni e in Germania 54, 24 in Gran Bretagna, 278 in Francia - ha detto ancora - e pensate, ben 1.095 violazioni riconstrate a carico dell'Italia. Quindi, prima di una grande riforma normativa bisogna combattere la lentezza della giustizia". "Vorrei dire una frase fatta ma che è concreta - ha proseguito - la libertà si basa su un giudice che afferma il principio della legalità, altrimenti non c'è la libertà ma il predominio dell'arbitrio". "I 150 anni dell'Unità d'Italia - ha detto ancora - non saranno solo un ricordo di pagine belle o tragiche ma devono farci interrogare su cosa significa oggi essere italiani".