Fiat, Sacconi contro la Fiom: ''Non si può intestare il risultato del no''
Roma, 16 gen. - (Adnkronos/Ign) - ''La Fiom non si intesti tutto il risultato'' del referendum di Mirafiori. Il 46% dei lavoratori che ha votato no lo ha fatto a causa della ''preoccupazione diffusa di non riuscire a conciliare i tempi lavoro con quelli familiari'' e non per ''adesione politica'' al sindacato. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenendo a Sky tg24.
''Sappiamo che nell'azienda, soprattutto nelle aree produttive più investite dal cambiamento, le critiche ai nuovi accordi -spiega il ministro- erano determinate dalla prospettiva di cambiamento dei tempi di lavoro che può rendere più difficile la conciliazione con le esigenze familiari''. Sacconi, quindi, ribadisce le sue accuse ai metalmeccanici della Cgil, colpevoli di ''non essersi assunti la responsabilità che gli altri sindacati si sono assunti per favorire l'investimento'' nello stabilimento.
Il ministro del Lavoro si rivolge quindi alla Fiom invitandola a una ''riflessione interna alla confederazione a cui appartiene, per vedere quale possa essere il minimo comune denominatore per poter coabitare pur avendo una posizione diversa rispetto all'accordo''. Un'intesa che, assicura il ministro, non può essere modificata: ''ovviamente non viene riaperta''. Le confederazioni, aggiunge Sacconi, ''saranno capaci di realizzare nuova intesa sulla rappresentanza nella misura in cui la Cgil avrà anche la delega della Fiom per negoziare per essa''.
A Sergio Marchionne, intanto, arriva il 'grazie' dell'editore di 'Repubblica' Carlo De Benedetti. "Credo che tutti debbano essere grati a Sergio Marchionne che ha preso la Fiat prossima ad un baratro e l'ha salvata cosa che non era affatto scontata, perciò Torino e non solo devono essergli grati per lo straordinario lavoro che ha fatto", ha detto intervenendo all'apertura della campagna elettorale di Piero Fassino alle primarie del Pd per la corsa a sindaco di Torino.
"Marchionne stesso si è reso conto che nel mondo globalizzato la Fiat Auto non avrebbe avuto futuro nell'ottica di una grande combinazione internazionale ed è stato capace di cogliere l'opportunità della Chrysler e questo è stato un passo decisivo - ha aggiunto il presidente del Gruppo Espresso - questi sono i fatti e le conseguenze sono inevitabili ma non ci si puo' lamentare delle conseguenze senza prima esaminare i fatti".
"E' chiaro - ha concluso De Benedetti- che Torino entra in una logica di globalizzazione sempre piu' americana ma il problema è quali erano le alternative, far morire Torino e la Fiat insieme. Pertanto al di fuori di ogni ideologia si è compiuta una svolta storica ed inevitabile, auguro a Marchionne di avere successo per un'avventura che vedrà Fiat a Torino subordinata a decisioni che appartengono ad un'azienda globale".
